• it Italiano
  • Chi siamo
    • Think Tank
    • Board
  • Siti Amici
    • Afrofocus
    • Orsam
    • CNR
    • Revue Conflits
    • L’Opinione
    • Friedman Institute
    • IF Magazine
    • Festival Nazionale
    • Osce
    • Wikiamericas
    • Oltrepanto
    • European Parliament
martedì, Maggio 12, 2026
NEWSLETTER
Il Nodo di Gordio
  • BREAKING NEWS
  • GLOBAL GORDIAN OUTLOOK
  • DIALOGHI MEDITERRANEI
  • EVENTI
  • SALA STAMPA
  • PUBBLICAZIONI
    • RIVISTA
    • PAPER
    • MONOGRAFIE
No Result
View All Result
  • BREAKING NEWS
  • GLOBAL GORDIAN OUTLOOK
  • DIALOGHI MEDITERRANEI
  • EVENTI
  • SALA STAMPA
  • PUBBLICAZIONI
    • RIVISTA
    • PAPER
    • MONOGRAFIE
Il Nodo di Gordio
Home Breaking News

Tricarico: “Ci dirà il nuovo governo libico cosa vuole dall’Italia”

by Redazione
21 Aprile 2016
0
SHARES
45
VIEWS
Condividi su FacebookCondividi su TwitterCondividi su Linkedin

Gli errori politici della Francia e del Regno Unito, e più in generale degli “Occidentali”, sono stati così evidenti che Barack Obama, commentando il suo mandato presidenziale, ha parlato della Libia come del dossier gestito nel modo peggiore. “Il mio errore peggiore? Probabilmente sbagliare nel pianificare la cosa giusta da fare intervenendo in Libia”. Il caos nella lunga transizione della Libia post-Gheddafi arriva oggi fino al cuore dell’Europa: oltre ai pericolosi “spazi” di manovra concessi ai miliziani dell’Isis, le coste libiche sono sostanzialmente alla mercé dei trafficanti di uomini che fanno partire migliaia di migranti alla volta dell’Europa senza alcun controllo.

«Gli errori nella “questione libica” sono una lezione per il futuro e per tutti i leader che si occupano di politica estera. Non è bastato l’Iraq per capire i rischi di un’operazione che prevede solo la distruzione di una struttura statale, anche se si tratta di una dittatura, senza accompagnare un percorso programmato di “state building”», inquadra così la questione il generale Leonardo Tricarico, presidente della Fondazione Icsa (Intelligence, culture and strategic analysis), ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e già Comandante della 5^ Forza Aerea Tattica Alleata della Nato.

Generale Leonardo Tricarico

Generale Tricarico, Obama nella sua intervista a The Atlantic addossa le colpe in particolare agli alleati europei, accusandoli di “opportunismo”.

«Washington non è immune da tutte le responsabilità: ha scelto fin da subito la strategia del “leading from behind”, cioè quella di guidare da dietro le quinte il cambio di regime, ma ha depotenziato troppo presto l’azione e la direzione dell’intervento. Mi auguro che gli americani non debbano pentirsi ancora in misura maggiore degli errori che hanno compiuto nello scacchiere mediorientale. D’altronde il riordino della politica estera e di difesa americana sta privilegiando nell’area mediterranea le dinamiche “Est-Ovest”, trascurando quelle “Nord-Sud”. Si stanno interessando più alla questione russo-ucraina, e al posizionamento dei paesi dell’Est dell’Europa e baltici rispetto alla Russia, piuttosto che al caos geopolitico nel Mare Nostrum».

 

La Camera dei Rappresentanti di Tobruk ha nuovamente fatto saltare il voto di fiducia al governo di unità nazionale di Fayez al-Sarraj. Quali sono i nostri punti fermi in Libia nel quadro dell’agenda mediorientale?

«I nostri servizi e la nostra rete diplomatica sono attivissimi sul “fronte al-Sarraj”. In questi mesi abbiamo messo a “sistema” tutte le storiche entrature e reti di relazione che abbiamo sul posto: un patrimonio di contatti e capacità di mediazione che altri paesi non hanno. La nostra missione è quella di “stabilizzare” a tutti i costi il governo, in modo da avere un interlocutore affidabile per gli affari energetici e la questione gigantesca dei flussi di migranti che partono proprio dalle coste libiche. I primi a subire le conseguenze di un fallimento di Fayez al-Sarraj siamo noi italiani».

 

Quale sarà il ruolo dell’Italia nella Libia post-accordo di unità nazionale?

«Posso dirle quello che è un dato di fatto: i libici non vogliono “stranieri” in casa loro. Vogliono una interlocuzione con la comunità internazionale, e di questo si occupa l’inviato Onu Martin Kobler, e sostegno dagli italiani. Aiuti, addestramento delle truppe, mezzi, ma non forze combattenti. I libici hanno l’obiettivo prioritario di bonificare il proprio territorio dall’Isis ma rifiuteranno chiunque metta gli scarponi militari sul terreno. Ci dirà il nuovo governo libico cosa vuole dall’Italia. Potranno chiederci una forza di stabilizzazione, supporto nella sorveglianza armata per alcuni siti, know-how militare. Tutto da decidere però assieme ai libici».

 

Chi c’è sul “campo” in Libia, oltre alle tribù locali, con cui rapportarsi?

«Fayez al-Sarraj può contare sulla fazione di Misurata, circa 40 mila uomini, discretamente armati e addestrati. Noi abbiamo, come detto, buone entrature a tutti i livelli. Basti pensare alla struttura dell’Eni nel paese, o di Finmeccanica, che fino a poco tempo fa operava con i suoi addetti in un aeroporto vicino a Tripoli per la manutenzione degli elicotteri. Entrature da “rispolverare” e far ri-funzionare. L’obiettivo strategico per ricomporre tutti i nostri interessi nazionali, in loco e legati all’immigrazione, è chiaro: dobbiamo farci promotori di una pacificazione generale».

 

Potremo controllare in modo più diretto i territori dove operano i trafficanti di uomini?

«Dobbiamo riprendere un progetto datato 15 febbraio 2012, che Finmeccanica propose al governo libico e che lo stesso Fayez al-Sarraj conosce bene. Si tratta di un controllo straordinario del territorio libico e delle sue frontiere. Droni più sistemi satellitari da utilizzare in modo congiunto per “mappare” tutta la Libia, con una ricognizione puntuale di tutti i movimenti, da quelli migratori a quelli legati alla lotta antiterrorismo».

 

In questa fase di caos un progetto così “sensibile” è attuabile in tempi ragionevoli?

«Sul versante libico ci sono analisti in grado di utilizzare questi strumenti, ovviamente affiancati dagli italiani, per esempio dalla nostra Aereonautica nell’uso dei droni. All’epoca i droni sarebbero serviti ai libici anche per monitorare la frontiera a Sud, oggi il progetto sarebbe a vantaggio anche dell’Europa per controllare le coste e le partenze dei barconi».

 

I satelliti sarebbero gestiti solo dagli italiani?

«Abbiamo a disposizione la tecnologia di Cosmo-SkyMed (Constellation of small Satellites for Mediterranean basin Observation), realizzato da Thales Alenia Space in collaborazione con l’Agenzia Spaziale e dal Ministero della Difesa. È considerato il miglior sistema satellitare di controllo del territorio al mondo. Non è intercettabile da nessuno, potrebbe “mappare” la Libia 4/5 volte al giorno, ed è in grado di individuare anche le impronte di un cammello. Lavora sui cambiamenti di mappa – la cosiddetta “change detection”- e in caso di movimenti particolari fa arrivare i droni sul posto».

 

Intervista a cura di Luigi Marcadella
Giornalista e notista di politica estera ed economia internazionale

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tags: libiaObamaONU
Redazione

Redazione

Il "Nodo di Gordio" è un think tank di geopolitica ed economia internazionale, promosso da una équipe di diplomatici, docenti universitari, giornalisti ed analisti in numerose discipline (geopolitica, storia, economia, finanza, politica estera, studi militari, letteratura, arte, marketing, comunicazione e gestione della rete internet)

Articoli Correlati

E Sofia prende il largo – Electomagazine 23.04.2026
In evidenza

E Sofia prende il largo – Electomagazine 23.04.2026

23 Aprile 2026
Iran, Lanzalone-Somigli: “La chiusura di Hormuz come i Dardanelli nel 1915, Europa e Italia contribuiscano a missione USA”
In evidenza

Iran, Lanzalone-Somigli: “La chiusura di Hormuz come i Dardanelli nel 1915, Europa e Italia contribuiscano a missione USA”

14 Aprile 2026
Intervista a Daniele Lazzeri – Next Economy 02.03.2026
Breaking News

Intervista a Daniele Lazzeri – Next Economy 02.03.2026

2 Marzo 2026
Ciao Guargua!
Breaking News

Ciao Guargua!

5 Gennaio 2026
Imperialismo americano nuovamente in Sudamerica
Breaking News

Imperialismo americano nuovamente in Sudamerica

3 Gennaio 2026
L’Ambasciatore Marsili: “bene il governo sugli asset russi”. E sulla UE: “da Trump una sveglia positiva” – Insideover 17.12.2025
In evidenza

L’Ambasciatore Marsili: “bene il governo sugli asset russi”. E sulla UE: “da Trump una sveglia positiva” – Insideover 17.12.2025

17 Dicembre 2025
Next Post
La porta militare di Kabul

La porta militare di Kabul

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I agree to the Terms & Conditions and Privacy Policy.

Ultime News

L’Europa in pezzi – Electomagazine 11.05.2026
Sala Stampa

L’Europa in pezzi – Electomagazine 11.05.2026

by Andrea Marcigliano
11 Maggio 2026
0

Il giocattolo, ormai, si è rotto. E la costruzione, astratta e artificiosa, della cosiddetta Europa fa acqua da tutte le...

Convegno, “Enrico Mattei e la politica estera” – Canale 13 di TVRS

Convegno, “Enrico Mattei e la politica estera” – Canale 13 di TVRS

8 Maggio 2026
La farsa – Electomagazine 07.05.2026

La farsa – Electomagazine 07.05.2026

7 Maggio 2026
Il Giappone valuta la cessione di fregate e aerei da pattugliamento alle Filippine – Analisi Difesa 07.05.2026

Il Giappone valuta la cessione di fregate e aerei da pattugliamento alle Filippine – Analisi Difesa 07.05.2026

7 Maggio 2026
La crisi tedesca – Electomagazine 06.05.2026

La crisi tedesca – Electomagazine 06.05.2026

6 Maggio 2026
La pazienza cinese – Electomagazine 05.05.2026

La pazienza cinese – Electomagazine 05.05.2026

5 Maggio 2026
Il Nodo di Gordio

Newsletter

LE PIU IMPORTANTI NOTIZIE DI GEOPOLITICA E GLI EVENTI MONDIALI

Iscriviti alla nostra mailing list e riceverai tutti gli aggiornamenti

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

Il Nodo di Gordio

  • Disclaimer
  • Abbonamento
  • Termini d’uso
  • Board
  • Abbonamento
  • Contattaci

Chi siamo

Il "Nodo di Gordio" è un think tank di geopolitica ed economia internazionale, promosso da una équipe di diplomatici, docenti universitari, giornalisti ed analisti in numerose discipline (geopolitica, storia, economia, finanza, politica estera, studi militari, letteratura, arte, marketing, comunicazione e gestione della rete internet)

© 2020 - Nodo di Gordio - Privacy Policy | Cookie Policy

No Result
View All Result
  • BREAKING NEWS
  • GLOBAL GORDIAN OUTLOOK
  • DIALOGHI MEDITERRANEI
  • EVENTI
  • SALA STAMPA
  • ABBONAMENTO
  • CHI SIAMO
    • THINK TANK
    • BOARD
    • ABBONAMENTO
  • PUBBLICAZIONI
    • RIVISTA
    • PAPER
    • MONOGRAFIE
  • NEWSLETTER
  • Italiano

© 2020 - Nodo di Gordio - Privacy Policy | Cookie Policy

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.