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La Nigeria attende una risoluzione dell’ONU, ma nel frattempo…

by Elvio Rotondo
31 Marzo 2015
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In Nigeria i dilaganti attacchi del gruppo militante islamico Boko Haram si sono inaspriti ancora di più negli ultimi tempi causando, solo tra luglio 2013 e giugno 2014, la morte di almeno 7.000 persone. Dal luglio 2014, il gruppo controlla il territorio degli stati di Borno, Yobe e Adamawa, e ha dichiarato di voler costituire un califfato in quella zona e in quelle del Niger, Ciad e Camerun (aree intorno al lago Ciad). Nel mese di dicembre, il gruppo Boko Haram aveva conquistato molte delle città che circondano Maiduguri, capitale dello stato di Borno, con una popolazione di circa un milione di abitanti.

Ormai sono anni che il gruppo di Boko Haram imperversa e fa stragi non solo in Nigeria ma anche nei paesi confinanti e alcuni giorni fa l’Unione Africana ha approvato un piano per combattere e impedire l’espansione del gruppo terroristico in attesa di una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Un contingente militare composto da Nigeria, Camerun, Ciad, Niger e Benin avrebbe iniziato una vera e propria guerra contro il gruppo terroristico di Boko Haram.

CAMEROON-NIGERIA-CHAD-UNREST-ARMY
Soldiers of the Chadian army patrol on January 21, 2015, at the border between Nigeria and Cameroon, some 40 km from Maltam, as part of a military contingent against the armed Islamist group Boko Haram. Chad, seen as having the most capable military in the region, sent on January 17-18, 2015 a convoy of troops and 400 military vehicles into neighbouring Cameroon to battle Boko Haram (ALI KAYA/AFP/Getty Images)

Da parte sua, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite starebbe preparando una risoluzione per arginare il gruppo terroristico Boko Haram prevedendo sia un sostegno finanziario che un supporto logistico necessari per il successo della missione. Secondo la bozza, il Consiglio approverebbe la decisione di stabilire la forza regionale nelle zone interessate dalle attività di Boko Haram, con il mandato di un anno, per creare “un ambiente sicuro e protetto“. Secondo l’agenzia di stampa AFP, il Segretario Generale Ban Ki Moon avrà il compito di creare un fondo fiduciario volto a ricevere contributi da stati membri per aiutare la forza composta dalle cinque nazioni fino a 10.000 soldati, ma non ci sono dettagli nel testo riguardo il finanziamento. La bozza chiederebbe inoltre alla comunità internazionale di fornire equipaggiamenti ed intelligence alla forza africana, che ha sede nella capitale del Ciad N’Djamena.

La forza è attualmente attestata a 8.700, con la Nigeria che contribuisce con 3.250 soldati, il Ciad con 3000, il Camerun con 950, il Benin con 750 e il Niger con 750. La bozza della risoluzione accoglie con favore i piani per una conferenza dei donatori che si terrà il mese prossimo per sbloccare finanziamenti per l’offensiva, organizzata dall’Unione africana con il sostegno delle Nazioni Unite. Nel frattempo, secondo il sito allafrica.com ci sarebbero stati progressi da parte delle Forze militari del Ciad, Niger, Camerun e Nigeria. Con il Camerun che difende con determinazione il suo territorio, le forze del Ciad che hanno sconfinato nello Stato di Borno nel nord-est della Nigeria, conquistando, a fine febbraio, le roccaforti, di Gambaru, vicino al confine camerunese, e Dikwa circa 50 km da Gambaru, in mano a Boko Haram, all’inizio di marzo. Forze del Ciad e Niger hanno aperto un altro fronte, operando dalle località conquistate come Diffa fino alla città nord-orientale di Damasak. Fonti dell’esercito nigeriano rivelano che anche le Forze nigeriane starebbero ottenendo successi, nelle località di Mafa e Marte e in alcune aree dello stato di Borno.

Il governo nigeriano ha posticipato le elezioni generali dal 14 febbraio al 28 marzo per problemi legati alla sicurezza poiché non sarebbero riusciti a garantire lo svolgimento regolare delle consultazioni. I recenti successi riportati nella regione del nord est del paese potrebbero consentire a molte persone di recarsi presso i seggi elettorali per votare con un vantaggio in più per l’attuale presidente della Nigeria, Goodluck Jonathan, sempre più deciso a recuperare le aree sotto controllo del gruppo terroristico.

Elvio Rotondo

Country Analyst

RIPRODUZIONE RISERVATA ©

Tags: Boko HaramNigeriaONU
Elvio Rotondo

Elvio Rotondo

Nato a Cassino il 16 dicembre 1961, militare in congedo, laureato in scienze organizzative e gestionali presso l’Università degli studi La Tuscia di Viterbo, si è arruolato nell’Esercito Italiano nel 1978 prestando servizio in diversi reparti sul territorio nazionale. Nel corso della carriera militare si è occupato prevalentemente di Guerra Elettronica, di Intelligence e di Cooperazione Civile-Militare. Ha prestato servizio inoltre presso l’Ambasciata d’Italia di Seoul (Ufficio dell’Addetto Militare) e in ambito multinazionale presso il Multinational Cimic Group. Tra i molti corsi previsti per il proprio incarico, ha frequentato: NATO Intelligence Course, NATO Open Source Intel Course, NATO Intel Analyst Course, NATO Tactical CIMIC Course. È conoscitore della lingua inglese, russa, persiano farsi. In ambito internazionale ha preso parte alle operazioni NATO nei Balcani. Nel 2014 è stato collocato nella riserva. Collabora con il Think Tank Il Nodo di Gordio dal 2013 in qualità di Country Analyst. Autore del Blog 38esimoparallelo.com. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su: “Il Giornale.it. “Affari Internazionali”; “Geopolitical Review”; “L’Opinione”; “Geopolitica.info”; “Analisi Difesa”.

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