• it Italiano
  • Chi siamo
    • Think Tank
    • Board
  • Siti Amici
    • Afrofocus
    • Orsam
    • CNR
    • Revue Conflits
    • L’Opinione
    • Friedman Institute
    • IF Magazine
    • Festival Nazionale
    • Osce
    • Wikiamericas
    • Oltrepanto
    • European Parliament
lunedì, Dicembre 8, 2025
NEWSLETTER
Il Nodo di Gordio
  • BREAKING NEWS
  • GLOBAL GORDIAN OUTLOOK
  • DIALOGHI MEDITERRANEI
  • EVENTI
  • SALA STAMPA
  • PUBBLICAZIONI
    • RIVISTA
    • PAPER
    • MONOGRAFIE
No Result
View All Result
  • BREAKING NEWS
  • GLOBAL GORDIAN OUTLOOK
  • DIALOGHI MEDITERRANEI
  • EVENTI
  • SALA STAMPA
  • PUBBLICAZIONI
    • RIVISTA
    • PAPER
    • MONOGRAFIE
Il Nodo di Gordio
Home Dialoghi Mediterranei

Haftar a Roma. La soluzione italiana alla crisi libica

by Andrea Marcigliano
7 Dicembre 2018
8
SHARES
179
VIEWS
Condividi su FacebookCondividi su TwitterCondividi su Linkedin

4152623_pckg_110154397069409005-20181205

Dunque: Il generale Haftar, l’uomo forte di Tobruk, è venuto a Roma in queste ore. E c’è venuto – come abbiamo tutti notato, caro Daniele – in quello che un tempo si diceva “l’assordante silenzio dei Media”. O, per dirla con il principe Antonio de Curtis (in arte Totò), “Tomo tomo, cacchio cacchio”. Appena un paio di foto di circostanza con il premier Conte, neppure queste con l’altro personaggio che Haftar avrebbe incontrato nella capitale, l’Ambasciatore statunitense in Italia… e poi via, di nuovo nella sua Tobruk… più veloce della luce, insomma. E i Media? Poco o nulla, o, peggio, titoli come “Mistero!” Ed altre, consimili, banalità…

Eppure la visita del generale a poche settimane dal vertice di Palermo appare un segnale alquanto significativo. Perché, se escludiamo l’ipotesi che questi sia venuto per fare acquisti di Natale in Via Veneto, dobbiamo dedurne che dalle parti della Libia qualcosa, anzi ben più di qualcosa si stia muovendo. E che l’incontro di Palermo, alla faccia di tutti i gufi e detrattori che l’hanno sminuito ed irriso, stia cominciando a provocare delle reazioni a catena di non poco conto.

Vediamo di ragionarci un po’ sopra, così, alla buona, senza troppe pretese…

Haftar si è probabilmente reso conto delle difficoltà in cui versa, in questo momento uno dei suoi maggiori sponsor, il presidente francese Macron, che aveva fatto di tutto per far fallire Palermo. Irritando anche il generale di Tobruk in un imprevedibile incontro con esponenti delle Milizie di Misurata, che il generale vede, notoriamente, come il fumo negli occhi. Macron che, palesemente, ha tutto l’interesse che la crisi libica non trovi rapida soluzione, soprattutto non una soluzione mediata da Roma. Macron che, però, in questo momento ha concreti problemi a controllare la “sua” Francia e che, a livello internazionale, è arrivato ai ferri corti con Donald Trump. Uno che sgarbi e sgarri non li perdona facilmente.

Macron indebolito, inevitabile che Haftar cominci a guardarsi intorno ed a cercare un nuovo amico che possa mediare con Washington. Anche perché il generale non è affatto disposto ad accontentarsi di fare il Sultano di Tobruk. Vuole la Libia, tutta, riunificata e pacificata. Un obiettivo che converge con gli interessi italiani, non con quelli francesi, visto che Parigi ha, in questi anni, sfruttato proprio la frammentazione dell’antico regno di Gheddafi.

Ma per unificare la Libia, ovvero per conquistare Tripoli e Tripolitania, il generale ha bisogno del placet di Washington. Che adesso che non vi è più alla Casa Bianca Obama, appare cosa possibile. Infatti Trump non sembra nutrire molte simpatie per il, solo di nome, presidente del governo di Tripoli Sarraj, e vuole districarsi quanto prima possibile dal ginepraio libico. E, visti gli ottimi rapporti fra The Donald e l’attuale capo del governo italiano, Conte, questi appare la persona giusta per mediare un accordo che potrebbe avere rapidi sviluppi.

Infatti Haftar è già perfettamente in grado di assumere militarmente il controllo della Tripolitania; quello che gli manca è l’avvallo internazionale. Che proprio l’Italia potrebbe fargli avere.

Certo, sarà necessario, a tutta prima, salvare la faccia di Sarraj, con una sorta di coabitazione. Sarraj presidente di nome, come per altro è sempre stato, ed Haftar a capo delle forze armate libiche unificate. Insomma padrone assoluto della situazione. Piaccia o meno l’unica soluzione positiva possibile di una crisi cancrenosa che si trascina ormai da troppi anni. E certo una soluzione che non piacerà alle milizie che, di fatto, controllano la Tripolitania, legate alla Fratellanza Musulmana, ed ai loro sponsor più o meno occulti. In particolare al Qatar, i cui, potenti, Media, Al Jazeera in testa, hanno appunto registrato con molta preoccupazione la visita di Haftar a Roma.

Ma una soluzione che non può non piacere all’Italia che tornerebbe a rivestire un ruolo primario in Libia e, al contempo, potrebbe vedere finalmente un argine al flusso di migranti che dalla regione sub-sahariana si riversa incessante verso il Mediterraneo. Argine a lungo rappresentato dalla Libia di Gheddafi e che appunto la nuova Libia unificata di Haftar potrebbe tornare ad interpretare.

Andrea Marcigliano

Tags: ConteHaftarlibiamediterraneoRoma
Andrea Marcigliano

Andrea Marcigliano

Andrea Marcigliano è nato a Mestre-Venezia il 28-12-1957. Saggista e scrittore da anni collabora a giornali e riviste culturali, occupandosi (prevalentemente) di filosofia politica e scenari geo-politici internazionali. Accanto a questo mantiene vivi i suoi interessi più squisitamente letterari e filosofici, visti gli ormai antichi studi di Lettere Classiche – a Trieste, con laurea in Storia delle Religioni – ed il fatto che insegna Italiano e Latino nel Liceo. Saggista e scrittore, ha pubblicato “Segni del Tempo”, “I figli di Don Chisciotte”, “Ritorno ad Atene”, “Il suicidio della Destra” (e-book); ha collaborato a numerosi volumi di studi, tra i quali ama ricordare “Ezra Pound perforatore di roccia”, “Jünger cioè il coraggio”; “Ideario europeo”, “Studi su Fernando Pessoa”. Suoi scritti sono apparsi in inglese, russo, spagnolo, portoghese, turco, azero e kazako. È Senior fellow del think Tank di Studi Geopolitici “Il Nodo di Gordio”, e collabora all’omonima rivista ed al Web Magazine. Per il Centro studi “Vox Populi” ha già collaborato ai volumi: “Imperi delle Steppe”, “Porte d’Eurasia”, “La profondità strategica nel pensiero di Ahmet Davutoglu”, “Viandanti fra due mondi”, “Da Bajkonur alle stelle. Il Grande Gioco nello spazio”, “La chiesa apostolica Albana” e, con Ermanno Visintainer scritto a quattro mani “L’Aquila nel Sole”, di cui è in corso di pubblicazione l’edizione russa. Vive a Roma.

Articoli Correlati

MORTA UN’EUROPA SE NE FA UN’ALTRA
Breaking News

MORTA UN’EUROPA SE NE FA UN’ALTRA

16 Ottobre 2025
VORTEX – Metamorfosi del mondo –  Workshop annuale / XXII Edizione
Eventi

VORTEX – Metamorfosi del mondo – Workshop annuale / XXII Edizione

4 Luglio 2025
Presentazione del libro: Alpi, spina dorsale dell’Europa – Circolo dei lettori di Torino
In evidenza

Presentazione del libro: Alpi, spina dorsale dell’Europa – Circolo dei lettori di Torino

12 Giugno 2025
Presentazione del libro: Alpi, spina dorsale dell’Europa
In evidenza

Presentazione del libro: Alpi, spina dorsale dell’Europa

28 Maggio 2025
L’egemonia (non proprio) tedesca – Electomagazine 19.05.2025
In evidenza

L’egemonia (non proprio) tedesca – Electomagazine 19.05.2025

19 Maggio 2025
Alpi, spina dorsale dell’Europa. Dove l’inglese non esiste – Electomagazine 26.04.2025
In evidenza

Alpi, spina dorsale dell’Europa. Dove l’inglese non esiste – Electomagazine 26.04.2025

26 Aprile 2025
Next Post
Alley of Honor: Heydar Aliyev legacy, the pride and prestige for Azerbaijan

Alley of Honor: Heydar Aliyev legacy, the pride and prestige for Azerbaijan

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I agree to the Terms & Conditions and Privacy Policy.

Ultime News

Il dissenso del Belgio – Electomagazine 07.12.2025
Sala Stampa

Il dissenso del Belgio – Electomagazine 07.12.2025

by Andrea Marcigliano
7 Dicembre 2025
0

Il Belgio non ci sta. Non è, più, disponibile a continuare sulla strada tracciata, e intrapresa, dalla UE, che sta...

Obiettivo Odessa – Electomagazine 06.12.2025

Obiettivo Odessa – Electomagazine 06.12.2025

6 Dicembre 2025
Si salvi chi può! – Electomagazine 05.12.2025

Si salvi chi può! – Electomagazine 05.12.2025

5 Dicembre 2025
Tre ipotesi sull’Ucraina – Electomagazine 04.12.2025

Tre ipotesi sull’Ucraina – Electomagazine 04.12.2025

4 Dicembre 2025
La cappa del silenzio – Electomagazine 03.12.2025

La cappa del silenzio – Electomagazine 03.12.2025

3 Dicembre 2025
Campane a morto – Electomagazine 02.12.2025

Campane a morto – Electomagazine 02.12.2025

2 Dicembre 2025
Il Nodo di Gordio

Newsletter

LE PIU IMPORTANTI NOTIZIE DI GEOPOLITICA E GLI EVENTI MONDIALI

Iscriviti alla nostra mailing list e riceverai tutti gli aggiornamenti

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

Il Nodo di Gordio

  • Disclaimer
  • Abbonamento
  • Termini d’uso
  • Board
  • Abbonamento
  • Contattaci

Chi siamo

Il "Nodo di Gordio" è un think tank di geopolitica ed economia internazionale, promosso da una équipe di diplomatici, docenti universitari, giornalisti ed analisti in numerose discipline (geopolitica, storia, economia, finanza, politica estera, studi militari, letteratura, arte, marketing, comunicazione e gestione della rete internet)

© 2020 - Nodo di Gordio - Privacy Policy | Cookie Policy

No Result
View All Result
  • BREAKING NEWS
  • GLOBAL GORDIAN OUTLOOK
  • DIALOGHI MEDITERRANEI
  • EVENTI
  • SALA STAMPA
  • ABBONAMENTO
  • CHI SIAMO
    • THINK TANK
    • BOARD
    • ABBONAMENTO
  • PUBBLICAZIONI
    • RIVISTA
    • PAPER
    • MONOGRAFIE
  • NEWSLETTER
  • Italiano

© 2020 - Nodo di Gordio - Privacy Policy | Cookie Policy

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.