• it Italiano
  • Chi siamo
    • Think Tank
    • Board
  • Siti Amici
    • Afrofocus
    • Orsam
    • CNR
    • Revue Conflits
    • L’Opinione
    • Friedman Institute
    • IF Magazine
    • Festival Nazionale
    • Osce
    • Wikiamericas
    • Oltrepanto
    • European Parliament
giovedì, Aprile 16, 2026
NEWSLETTER
Il Nodo di Gordio
  • BREAKING NEWS
  • GLOBAL GORDIAN OUTLOOK
  • DIALOGHI MEDITERRANEI
  • EVENTI
  • SALA STAMPA
  • PUBBLICAZIONI
    • RIVISTA
    • PAPER
    • MONOGRAFIE
No Result
View All Result
  • BREAKING NEWS
  • GLOBAL GORDIAN OUTLOOK
  • DIALOGHI MEDITERRANEI
  • EVENTI
  • SALA STAMPA
  • PUBBLICAZIONI
    • RIVISTA
    • PAPER
    • MONOGRAFIE
Il Nodo di Gordio
Home Breaking News

Filippine: Occhio al Giustiziere Rodrigo Duterte

by Redazione
8 Aprile 2020
30
SHARES
219
VIEWS
Condividi su FacebookCondividi su TwitterCondividi su Linkedin

Il fenomeno Trump è un tormentone, per alcuni benevolo per altri catastrofico, non solo legato alla sfera americana. Non si parla infatti soltanto del tycoon dal ciuffo arancione, ma anche di Rodrigo Duterte, il Trump in salsa asiatica, neo eletto presidente delle Filippine. Perchè questa fama e somiglianza? Perchè tutto questo allarmismo?

Filippine: Occhio al Giustiziere Rodrigo Duterte

Conosciuto in patria col soprannome “The Punisher”, ovvero “Il Castigatore”, quando è stato sindaco di Davao ha sradicato e annientato la criminalità organizzata tramite il lavoro degli squadroni della morte con metodi decisamente poco ortodossi e duri. I risultati sono stati sorprendenti rendendo la città una delle metropoli più sicure al mondo, nonostante un passato da anarchia totale. I frutti sono arrivati ben presto anche in ambito politico, grazie all’appoggio della dirigenza del suo partito in sostituzione del precedente candidato ritiratosi. Considerato un outsider della politica di Manila, date le umili origini, conquista fin da subito la plebe grazie ai suoi toni lontani dal politicamente corretto da cosiddetto “uomo del fare” e alle sue proposte rivoluzionarie anti-élite (notoriamente filo-USA).

Ha inoltre disprezzato l’operato del precedente esecutivo Aquino, l’imperialismo della capitale (con la proposta shock di una costituzione su modello federale) e la candidata avversaria, cittadina americana, Grace Poe. La somiglianza col tycoon la si nota anche nelle politiche decise di sicurezza civile, data la proposta di attuare il suo modello Davao (analogia con Rudolph Giuliani?) su scala nazionale, con l’aggiunta della pena capitale per i terroristi. Questo è un segnale per i gruppi che minacciano la sicurezza nazionale da anni. Ovviamente non è un perfetto copia-incolla di The Donald, essendo infatti Duterte un socialista, ma il modello di rottura e populista c’è tutto. Gli investitori internazionali lo supportano comunque, grazie alla sua politica dura e alla promessa di farli arrivare ad avere una quota del 40% in alcuni settori economici, un’occasione ghiotta per un Paese che marcia con una crescita pari a quella cinese.

Come detto, in ambito interno il modello Duterte affascina e fa sperare, ma in ottica estera fa tremare gli interessi occidentali nell’area geografica. Perchè? Per motivi differenti.:

  • Appena prestato giuramento al Paese, ha dichiarato che avrà una politica estera indipendente da quella americana, al contrario di quella promossa da Aquino, perché a sua detta governerà seguendo solo ed esclusivamente gli interessi nazionali. Non contento delle già rivoluzionarie ed insolite parole ha anche offeso pesantemente l’ambasciatore americano nel Paese, Philip Goldberg, dandogli del gay e accusandolo di intromettersi negli affari nazionali.
  • In seguito è passato all’offensiva contro l’asse anglofono, USA-UK, reo di aver finanziato gli jihadisti in Medio Oriente per rovesciare dittature a loro ostili in paesi pacifici e sostanzialmente benestanti, alzando conseguentemente il polverone dello jihadismo mondiale che incombe anche nelle Filippine, con lo storico Fronte Nazionale Moro che da tempo governa in diverse isole nel sud del paese lottando per la secessione e la nascita di un califfato islamico. Serviranno sicuramente per cercare di placare le acque fin troppo turbolenti, Moro e comunisti clandestini da anni tormentano la sicurezza nazionale, ma queste dichiarazioni sono moniti che l’aria nel pacifico e nelle Filippine è destinata a cambiare radicalmente. Ma questo non è tutto perché Duterte sa come poter risolvere la delicata questione della sovranità sulle isole Spratly e Paracels.

Occorre spiegare che la Cina affronta la disputa su questi piccoli arcipelaghi, strategici per giacimenti off-shore di idrocarburi e per imponenti banchi ittici, usando la “dottrina Monroe” che li pone come una questione di integrità nazionale su cui il governo centrale non può arrivare a compromessi con altri. Per spiegarci la stessa strategia utilizzata per il Tibet e il Kashmir. Cosa vuole fare allora Duterte?

Innanzitutto rigetta il Tribunale Internazionale, che addirittura non vuole interpellare per risolvere questo contenzioso territoriale. Vuole istituire perciò una commissione composta da stati che rivendicano la sovranità su questo arcipelago con aggiunti Giappone, Australia, USA (appartenenti allo stesso asse e fino ad oggi vicini a Manila, soprattutto militarmente) e invita la Cina ad usufruire della zona economica esclusiva di norma spettante agli stati costieri, proponendole perfino delle joint venture per gli idrocarburi. Quindi mette nel cassetto la rivendicazione fatta da Aquino tramite il Tribunale per cercare un’inedita soluzione condivisa con gli storici nemici cinesi. Ciò non è da sottovalutare perché la lotta muscolare tra Pechino e Washington passa per il Mar Cinese Meridionale, e le Filippine sono decisive per il contenimento dell’ascesa militare cinese e per il rafforzamento del pivot americano nel Pacifico. E tutto è nelle mani dello sceriffo di Davao.

Lorenzo Trufolo

RIPRODUZIONE RISERVATA ©

 

Tags: cinaFilippineMar Cinese MeridionaleStati Uniti
Redazione

Redazione

Il "Nodo di Gordio" è un think tank di geopolitica ed economia internazionale, promosso da una équipe di diplomatici, docenti universitari, giornalisti ed analisti in numerose discipline (geopolitica, storia, economia, finanza, politica estera, studi militari, letteratura, arte, marketing, comunicazione e gestione della rete internet)

Articoli Correlati

Intervista a Daniele Lazzeri – Next Economy 02.03.2026
Breaking News

Intervista a Daniele Lazzeri – Next Economy 02.03.2026

2 Marzo 2026
Ciao Guargua!
Breaking News

Ciao Guargua!

5 Gennaio 2026
Imperialismo americano nuovamente in Sudamerica
Breaking News

Imperialismo americano nuovamente in Sudamerica

3 Gennaio 2026
MORTA UN’EUROPA SE NE FA UN’ALTRA
Breaking News

MORTA UN’EUROPA SE NE FA UN’ALTRA

16 Ottobre 2025
L’essenza dell’oggi nei fatti di ieri. 1924-2024: “Parvus” un secolo dopo. Il nuovo libro di Lorenzo Somigli.
Breaking News

L’essenza dell’oggi nei fatti di ieri. 1924-2024: “Parvus” un secolo dopo. Il nuovo libro di Lorenzo Somigli.

3 Febbraio 2025
L’interesse strategico americano in Groenlandia
Breaking News

L’interesse strategico americano in Groenlandia

9 Gennaio 2025
Next Post
NDG11 - SoftPowerHardPower

Soft Power Hard Power - Nuovi Scenari lungo la Via della Seta

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I agree to the Terms & Conditions and Privacy Policy.

Ultime News

Enigma Trump – Electomagazine 15.04.2026
Sala Stampa

Enigma Trump – Electomagazine 15.04.2026

by Andrea Marcigliano
15 Aprile 2026
0

Difficile capire Donald Trump. Difficile, quasi impossibile, decifrare i suoi comportamenti. Troppo alterni. Troppo imprevedibili. Tanto da aver spinto una...

Addio ad Orbàn – Electomagazine 14.04.2026

Addio ad Orbàn – Electomagazine 14.04.2026

14 Aprile 2026
Iran, Lanzalone-Somigli: “La chiusura di Hormuz come i Dardanelli nel 1915, Europa e Italia contribuiscano a missione USA”

Iran, Lanzalone-Somigli: “La chiusura di Hormuz come i Dardanelli nel 1915, Europa e Italia contribuiscano a missione USA”

14 Aprile 2026
La diplomazia nello Stretto – Electomagazine 13.04.2026

La diplomazia nello Stretto – Electomagazine 13.04.2026

13 Aprile 2026
L’incubo di Midterm – Electomagazine 12.04.2026

L’incubo di Midterm – Electomagazine 12.04.2026

12 Aprile 2026
C’era una volta – Electomagazine 11.04.2026

C’era una volta – Electomagazine 11.04.2026

11 Aprile 2026
Il Nodo di Gordio

Newsletter

LE PIU IMPORTANTI NOTIZIE DI GEOPOLITICA E GLI EVENTI MONDIALI

Iscriviti alla nostra mailing list e riceverai tutti gli aggiornamenti

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

Il Nodo di Gordio

  • Disclaimer
  • Abbonamento
  • Termini d’uso
  • Board
  • Abbonamento
  • Contattaci

Chi siamo

Il "Nodo di Gordio" è un think tank di geopolitica ed economia internazionale, promosso da una équipe di diplomatici, docenti universitari, giornalisti ed analisti in numerose discipline (geopolitica, storia, economia, finanza, politica estera, studi militari, letteratura, arte, marketing, comunicazione e gestione della rete internet)

© 2020 - Nodo di Gordio - Privacy Policy | Cookie Policy

No Result
View All Result
  • BREAKING NEWS
  • GLOBAL GORDIAN OUTLOOK
  • DIALOGHI MEDITERRANEI
  • EVENTI
  • SALA STAMPA
  • ABBONAMENTO
  • CHI SIAMO
    • THINK TANK
    • BOARD
    • ABBONAMENTO
  • PUBBLICAZIONI
    • RIVISTA
    • PAPER
    • MONOGRAFIE
  • NEWSLETTER
  • Italiano

© 2020 - Nodo di Gordio - Privacy Policy | Cookie Policy

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.