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BAKU-TBILISI-KARS: NUOVI ORIZZONTI EURASIATICI – L’opinione 04.11.2017

by Andrea Marcigliano
6 Novembre 2017
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BAKU-TBILISI-KARS: NUOVI ORIZZONTI EURASIATICI

La nuova Via della Seta si è arricchita, con buona pace di tutti gli scettici che ne avevano decretato la difficile realizzabilità, di un nuovo, fondamentale, tassello. Si tratta della linea ferroviaria Baku-Tbilisi-Kars, inaugurata nei giorni scorsi dal presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev insieme al collega turco Recep Tayyip Erdoğan e alla presenza dei Primi Ministri di Georgia, Kazakistan e Uzbekistan e dei ministri del Tagikistan e del Turkmenistan. Un’opera la cui importanza si può cogliere soltanto dando un’occhiata ai dati: 846 chilometri, 504 dei quali in territorio azero, con la capacità di veicolare 3-5 milioni di tonnellate di merci in tre anni, che dovrebbero salire a 5-6 al quinto anno con l’obiettivo di giungere a 7 milioni di passeggeri e 17 milioni di tonnellate di merci.

Quasi ozioso sottolineare l’interesse che mostra Pechino per questa fondamentale infrastruttura, che verrà ad integrarsi nel colossale progetto Belt & Road, ovvero la Via della Seta 2.0, lanciata dal presidente cinese Xi Jinping nel suo discorso al recente Congresso del Partito Comunista Cinese. Più interessante, invece, riflettere sulle ricadute strategiche e geopolitiche che vanno al di là della mera sfera economica. Ricadute tanto più rilevanti se si pensa che la nuova via ferroviaria attraversa una delle regioni critiche della scena geopolitica mondiale. D’altro canto già la presenza di tanti leader alla cerimonia d’inaugurazione appare particolarmente significativa, come sottolineato dal presidente Ilham Aliyev, che ha evidenziato come tale infrastruttura venga ad integrare altri importanti progetti nel campo delle reti di trasporto del gas e del petrolio, a dare crescente importanza al nuovo porto azero di Alat e rappresenti soprattutto il segno tangibile della “fraternità fra Azerbaigian, Turchia e Georgia”.

[…]


Continua la lettura dell’articolo di Andrea Marcigliano, Senior fellow de “Il Nodo di Gordio” su L’Opinione ->BAKU-TBILISI-KARS: NUOVI ORIZZONTI EURASIATICI

Tags: azerbaigianeuropa
Andrea Marcigliano

Andrea Marcigliano

Andrea Marcigliano è nato a Mestre-Venezia il 28-12-1957. Saggista e scrittore da anni collabora a giornali e riviste culturali, occupandosi (prevalentemente) di filosofia politica e scenari geo-politici internazionali. Accanto a questo mantiene vivi i suoi interessi più squisitamente letterari e filosofici, visti gli ormai antichi studi di Lettere Classiche – a Trieste, con laurea in Storia delle Religioni – ed il fatto che insegna Italiano e Latino nel Liceo. Saggista e scrittore, ha pubblicato “Segni del Tempo”, “I figli di Don Chisciotte”, “Ritorno ad Atene”, “Il suicidio della Destra” (e-book); ha collaborato a numerosi volumi di studi, tra i quali ama ricordare “Ezra Pound perforatore di roccia”, “Jünger cioè il coraggio”; “Ideario europeo”, “Studi su Fernando Pessoa”. Suoi scritti sono apparsi in inglese, russo, spagnolo, portoghese, turco, azero e kazako. È Senior fellow del think Tank di Studi Geopolitici “Il Nodo di Gordio”, e collabora all’omonima rivista ed al Web Magazine. Per il Centro studi “Vox Populi” ha già collaborato ai volumi: “Imperi delle Steppe”, “Porte d’Eurasia”, “La profondità strategica nel pensiero di Ahmet Davutoglu”, “Viandanti fra due mondi”, “Da Bajkonur alle stelle. Il Grande Gioco nello spazio”, “La chiesa apostolica Albana” e, con Ermanno Visintainer scritto a quattro mani “L’Aquila nel Sole”, di cui è in corso di pubblicazione l’edizione russa. Vive a Roma.

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