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Il ripristino del collegamento ferroviario intercoreano: nuove opportunità per Seoul e Pyongyang

by Elvio Rotondo
8 Aprile 2020
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ferrovia intercoreana

Oggi 26 giugno, le due Coree hanno concordato sulla conduzione di uno studio congiunto sulla modernizzazione delle ferrovie che attraversano i loro confini, da attuarsi al più presto. Secondo il ministero dell’unificazione dal 24 luglio uno studio congiunto sarà concentrato, inizialmente, sulla parte settentrionale delle ferrovie occidentali, la linea Seoul-Sinuiju, e poi sulla ferrovia che corre lungo la regione orientale della penisola coreana. L’agenzia di stampa sudcoreana, Yonhap, riporta che gli accordi sono stati raggiunti dopo che le due Coree hanno tenuto colloqui a livello operativo sul lato meridionale del villaggio di Panmunjom per discutere della cooperazione ferroviaria in un follow-up del vertice dei loro leader, avvenuto in aprile.

Tra i vari punti presenti nella dichiarazione di Pamunjom, l’accordo per ricollegare la ferrovia inter-coreana sulla costa orientale rappresenta un passo importante verso la pace e la cooperazione economica. La Corea del Sud potrebbe vedere nuove porte aprirsi connettendosi all’enorme continente euroasiatico, in quanto finora è come se fosse stata un’isola. La stabilizzazione dei rapporti con Pyongyang, indubbiamente porterebbe a Seoul un grosso beneficio economico, collegando il paese all’Europa.

Il Korea Timesriportava che in borsa a Seoul, in seguito all’annuncio del presidente Moon Jae-in e del leader nordcoreano Kim Jong-un di provvedimenti pratici per collegare e modernizzare le linee ferroviarie e stradali Donghaee Gyeongui, le azioni legate alle ferrovie sarebbero aumentate fino al loro limite giornaliero, in particolare, quelle della società costruttrice di treni, Hyundai Rotem, dello sviluppatore del sistema di segnalazione e controllo ferroviario, Daea TI, e del produttore di attrezzature per le ispezioni ferroviarie, Eco Maister.

“Gli investimenti relativi alla cooperazione economica bilaterale inizieranno con strade, ferrovie, porti e centrali elettriche”, ha affermato Kim Hyo-jin, analista di SK Securities. “Il costo per i grandi progetti di sviluppo delle infrastrutture in Corea del Nord sarebbe di ben 64 miliardi di dollari, di cui il 76% concentrato su strade e ferrovie”.

Le due Coree possono liberamente cooperare sui collegamenti ferroviari, poiché la costruzione di infrastrutture pubbliche non è soggetta alle sanzioni ONU nei confronti della Corea del Nord. Gli operatori ferroviari nazionali, KORAIL e Korea Expressway Corp., avrebbero creato una task force per preparare tali piani.

Prima che la Corea fosse divisa in due, la lineaGyeongui collegava Seoul a Shinuiju, città di confine della Corea del Nord con la Cina, mentre la lineaDonghae collegava il porto di Busan e Wonsan nella Corea del nord. La linea Gyeongui è stata ristrutturata nel 2003, con treni merci che hanno operato 222 volte tra il 2007 e il 2008. Tuttavia, le operazioni sono state interrotte in seguito all’uccisione, per mano dei nordcoreani, di un turista sudcoreano sul Mount Geumgang nel 2008. Per quanto riguarda la linea Donghae, la tratta ferroviaria tra Gangneung e Jejin dovrebbe essere collegata con un costo stimato di 2,4 trilioni di won, secondo il ministero della terra.

 Le ferrovie potrebbero rappresentare l’asse portante della nuova Roadmap economica della penisola coreana, un’iniziativa del presidente Moon Jae-in con lo scopo di sviluppare simultaneamente le coste della penisola e la zona smilitarizzata (DMZ). L’iniziativa mira a stabilire una via di cooperazione economica lungo la costa occidentale, mentre la costa orientale vedrà una via di risorse ed energia che potrebbe essere estesa all’approvvigionamento di gas e petrolio dalla Russia. La DMZ ospiterà una cintura turistica che raggiunge il Monte Geumgang.

Ricollegare la ferrovia e le strade è un punto essenziale per lo sviluppo e l’utilizzo delle ricche risorse minerarie nella Corea del Nord, il cui valore potenziale è stimato in 4.000 trilioni di won.

C’è un quadro più ampio dietro la roadmap ferroviaria. La linea Gyeongui può collegarsi alla Trans-China Railway a Shinuiju, che è collegata all’Europa, e la linea Donghae è collegata con la Trans-Siberian Railway a Hasan. Il ramo ferroviario della costa orientale fornirebbe la via più breve per il porto principale di Wonsan, la Transiberiana e Vladivostok. Ciò significa che i sudcoreani potrebbero ridurre i costi della logistica e i tempi di trasporto. In treno, ci vorrebbe mezza giornata da Busan a Vladivostok, e un giorno da Busan a Pechino. L’Istituto coreano di ricerca per gli insediamenti umani stima che il trasporto di merci attraverso la linea di Gyeongui potrebbe essere di 30,15 milioni di tonnellate nel 2030 quando sarà collegato con la ferrovia trans-cinese, mentre la linea Donghae collegata alla ferrovia transiberiana potrà farsi carico di 7,54 milioni di tonnellate.

Prima della separazione, la Corea era collegata al continente per ferrovia. I coreani sarebbero andati in Cina o in Russia prendendo i treni alla stazione di Seoul. Secondo Lee Hae-jeong, ricercatore senior presso l’Hyundai Research Institute, sostiene che “collegando le reti logistiche tra il Sud e il Nord, la Corea farà un nuovo salto verso un’economia continentale”. “Sarà un nuovo impulso di crescita per le economie di entrambi i paesi”. Anchela Russia è interessata a svolgere un ruolo prominente sui futuri schemi di cooperazione economica e logistica nel Far East asiatico, altrimenti totalmente dominata dalla Cina, specialmente con il tratto di ferrovie e possibili oleodotti attraverso la Corea del Nord.

L’idea di attraversamenti ferroviari trans-coreani collegati dalla Trans-Siberiana risale alla fine del XIX secolo. Tuttavia, i piani furono sospesi dopo la guerra russo-giapponese del 1905. Nel 2000, l’idea fu ridiscussa e ora è identificabile come la ferrovia Rajin-Khasan.

Raijin è una città situata nel nord della Corea del Nord mentre Khasan, città russa, è una città di frontiera con la Corea del Nord. Nel progetto della ferrovia sono stati investiti 300 milioni di dollari da parte delle ferrovie russe e potrebbe essere il più grande progetto commerciale e politico russo con la partecipazione di Pyongyang.

Nel 2013, sono stati completati gli adeguamenti della tratta di 33 miglia da Khasan, l’ultima città della Russia prima dell’attraversamento sul fiume Tumen, al porto di Rajin, realizzando cosi un accordo del 2008 firmato dal Ministero delle Ferrovie della Corea del Nord e da quello delle Ferrovie Russe. Durante la celebrazione (settembre 2013) il capo delle ferrovie russe aveva dichiarato che lo scopo dell’opera era esportare carbone e importare merci dalla Corea del Sud e da altri paesi asiatici e che Il collegamento era parte di un piano più ambizioso di una linea ferroviaria tra l’Europa e l’Asia, che potesse offrire un trasporto merci più rapido rispetto a quello navale.

 

Elvio Rotondo

Country Analyst

Tags: collegamentoferroviapyongyangseoul
Elvio Rotondo

Elvio Rotondo

Nato a Cassino il 16 dicembre 1961, militare in congedo, laureato in scienze organizzative e gestionali presso l’Università degli studi La Tuscia di Viterbo, si è arruolato nell’Esercito Italiano nel 1978 prestando servizio in diversi reparti sul territorio nazionale. Nel corso della carriera militare si è occupato prevalentemente di Guerra Elettronica, di Intelligence e di Cooperazione Civile-Militare. Ha prestato servizio inoltre presso l’Ambasciata d’Italia di Seoul (Ufficio dell’Addetto Militare) e in ambito multinazionale presso il Multinational Cimic Group. Tra i molti corsi previsti per il proprio incarico, ha frequentato: NATO Intelligence Course, NATO Open Source Intel Course, NATO Intel Analyst Course, NATO Tactical CIMIC Course. È conoscitore della lingua inglese, russa, persiano farsi. In ambito internazionale ha preso parte alle operazioni NATO nei Balcani. Nel 2014 è stato collocato nella riserva. Collabora con il Think Tank Il Nodo di Gordio dal 2013 in qualità di Country Analyst. Autore del Blog 38esimoparallelo.com. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su: “Il Giornale.it. “Affari Internazionali”; “Geopolitical Review”; “L’Opinione”; “Geopolitica.info”; “Analisi Difesa”.

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