• it Italiano
  • Chi siamo
    • Think Tank
    • Board
  • Siti Amici
    • Afrofocus
    • Orsam
    • CNR
    • Revue Conflits
    • L’Opinione
    • Friedman Institute
    • IF Magazine
    • Festival Nazionale
    • Osce
    • Wikiamericas
    • Oltrepanto
    • European Parliament
domenica, Aprile 19, 2026
NEWSLETTER
Il Nodo di Gordio
  • BREAKING NEWS
  • GLOBAL GORDIAN OUTLOOK
  • DIALOGHI MEDITERRANEI
  • EVENTI
  • SALA STAMPA
  • PUBBLICAZIONI
    • RIVISTA
    • PAPER
    • MONOGRAFIE
No Result
View All Result
  • BREAKING NEWS
  • GLOBAL GORDIAN OUTLOOK
  • DIALOGHI MEDITERRANEI
  • EVENTI
  • SALA STAMPA
  • PUBBLICAZIONI
    • RIVISTA
    • PAPER
    • MONOGRAFIE
Il Nodo di Gordio
Home Global Gordian Outlook

Geopolitica del Conclave

by Redazione
8 Aprile 2020
0
SHARES
74
VIEWS
Condividi su FacebookCondividi su TwitterCondividi su Linkedin

VATICANO - PAPA FUNERALOsservazioni di Andrea Marcigliano

Alcune osservazioni, e riflessioni, in prospettiva dell’ormai imminente Conclave. Nessun toto-pontefice, per carità… Non siamo i bookmakers di Londra, forse gli unici che, almeno qualche volta in passato, hanno azzeccato le previsioni, e rifuggiamo dalla pessima abitudine che trasforma gli italiani tutti in Commissari Tecnici prima dei Mondiali di calcio e, come si è reso evidente in queste ore, in Vaticanisti prima di un Conclave. Non azzarderemo, quindi, previsioni più o meno sconclusionate su chi potrebbe essere il nuovo Pontefice. Solo ci limiteremo appunto a sparse riflessioni sulle conseguenze geopolitiche di una scelta oppure di un’altra.

Insomma, sugli, ipotetici, scenari che si potrebbero prospettare da qui a qualche settimana con la scelta del successore di Benedetto XVI.
Prima ipotesi: un Papa europeo. Massimo Cacciari – uno dei pochi che, interrogati ed intervistati in merito, hanno saputo articolare un ragionamento sensato e compiuto – ha detto, giustamente, che la Chiesa non può, nell’attuale situazione, perdere l’Europa. Ovvero scegliere un Pontefice proveniente da un altro Continente e, quindi, con una diversa, e distante sensibilità.
Diversa e distante soprattutto da Benedetto XVI, che è stato un Pontefice decisamente molto europeo, tanto da lanciare una vera e propria campagna di ri-evangelizzazione del Vecchio Continente. Allontanarsi dall’Europa, oggi, implicherebbe una contraddizione della politica del Pontefice “dimissionario”, e questo appare effettivamente difficile, anche perché certo Ratzinger non avrà mancato di preparare il terreno per la propria successione.

Un nuovo Papa europeo, inoltre, avrebbe un significato importante in questo momento di crisi della UE e di declino dell’importanza, tanto economica che politica, del nostro Continente. Se poi questo Pontefice provenisse dall’area “tedesca” – cosa che, però, appare alquanto improbabile – come ad esempio il Primate di Vienna Christoph Schoenborn, che di Benedetto XVI è stato allievo, rappresenterebbe non solo un segno di continuità nella politica della Chiesa, ma anche un forte segnale in qualche modo favorevole all’unità politica dell’Europa, della quale la Germania – nonostante la pessima prova delle sue attuali élite e la politica provinciale e micragnosa di Angela Merkel – costituisce pur sempre il centro permotore. Se, poi, il nuovo Papa venisse dall’Europa Orientale – altra ipotesi alquanto fragile dopo il (troppo) lungo Pontificato polacco di Wojtyla – questo potrebbe – ma il condizionale è d’obbligo – significare una maggiore insistenza sul dialogo, caro a Ratzinger, con l’Ortodossia e, in particolare, con Mosca. In pratica uno spostamento verso l’Est europeo dell’attenzione del Vaticano, importante anche per definire e ridefinire i (dubbi) confini dell’idea stessa di Europa.

Altra cosa, ovviamente, significherebbe la scelta di un Papa “americano”. In primo luogo nordamericano, statunitense come Thimoty Dolan arcivescovo di New York, o il frate cappuccino Sean O’Malley, arcivescovo di Boston, o anche l’arcivescovo di Los Angeles José Horatio Gomez, che per le sue origini di latinos rappresenterebbe anche un ponte con l’America Latina e, soprattutto, con la nuova realtà del sud degli States, popolati sempre più di immigrati mesoamericani, quell’area che, significativamente, Huntington ha ribattezzato “Mexifornia”. O potrebbe trattarsi anche di un canadese come Marc Ouellet attuale prefetto della Congregazione dei Vescovi, e quindi ben addentro nei segreti e complessi meccanismi della Curia romana…
Comunque, un Papa “americano” rappresenterebbe uno spostamento dell’attenzione “geopolitica” della Chiesa verso “Occidente”, verso, da un lato, i centri nevralgici del potere economico mondiale – e questo sarebbe certo un dato non trascurabile in questo momento di grave crisi finanziaria/economica globale – e in direzione di quella che è ancora la prima potenza mondiale, gli USA, ancorché questo primato appaia, ogni giorno di più, in discussione.

Un Pontefice proveniente da quello che, fino a non molti anni fa, eravamo soliti chiamare “Terzo Mondo”? Beh, qui sarebbe necessario operare molte distinzioni. Un latino-americano assumerebbe significato diverso se provenisse da un paese come il Brasile – l’arcivescovo di San Paulo Odile Pedro Scherer – e l’Argentina – e si fa il nome del cardinale di Buenos Aires Leonardo Sandri, di origine italiana e gradito a molti uomini di Curia – che rappresentano, pur con molte contraddizioni macroscopiche, l’ascesa di una nuova, grande realtà geo-economica – e in prospettiva inevitabilmente anche geopolitica – “meridionale”, o se, invece, fosse espressione di realtà diverse e, come l’honduregno arcivescovo di Tegucicalpa Oscar Rodriguez Maradiaga, che rappresenterebbe una, per molti versi oggi impensabile, riapertura di credito non tanto alla vecchia “teologia della liberazione”, quanto ad un mondo latino-americano pervaso di fermenti populisti e rivoluzionari, ma al contempo anche strategico per molti motivi. Da quelli squisitamente “geografici” a quelli economici (petrolio e gas).

Lontana, poi, lontanissima la prospettiva di un “Papa Asiatico”. L’unico nome che ricorre è quello dell’arcivescovo di Manila Luis Antonio Taigle, per altro troppo giovane e troppo “periferico” per la Chiesa Cattolica, che è sì “Universale”, ma è, e tende a restare anche Romana.
L’Asia, per la Chiesa è, infatti, ancora terra difficile, di Missione, dove la sua presenza deve essere felpata, per non urtare non solo sensibilità politiche – si pensi ai sempre tesi rapporti con Pechino – ma anche con altre, complesse e radicate, tradizioni religiose. Che, dal Giappone all’India, sino all’emergente potenza Indonesia rappresentano, al di là delle questioni di “fede”, un complesso groviglio di interessi economici sempre più rilevanti, e di tensioni e disegni strategici geopolitici.

Troppo presto, probabilmente, anche per quel “Papa Nero” i cui molto si favoleggia in queste ore, facendo i nomi del nigeriano Francis Arinze – per altro uomo di Curia – e del Ghanese Peter Turkson. L’elezione di un africano, per altro, potrebbe assumere il significato di un segnale nei confronti dei cristiani di quel Continente sempre più pressati e perseguitati dall’avanzata di gruppi e forme del jihadismo islamista. Un segnale anche per le grandi potenze che stanno giocando un complesso risiko africano: Stati Uniti e Cina.
Infine, naturalmente, ci sono gli italiani. Dopo un lungo digiuno potrebbero riprendersi la Cattedra di Pietro, ma sono troppo divisi fra loro. Tuttavia i bookmakers di Londra danno favorito l’arcivescovo di Milano Angelo Scola, già braccio destro di Ratzinger alla Dottrina della Fede.
Un “duro” e, soprattutto, oltre che un teologo un abile politico. Potrebbe portare avanti la politica di Benedetto XVI con più energia e, rispetto al viennese Schoenborn, con maggiore attenzione all’Europa Mediterranea. Un segnale per Berlino…

Redazione

Redazione

Il "Nodo di Gordio" è un think tank di geopolitica ed economia internazionale, promosso da una équipe di diplomatici, docenti universitari, giornalisti ed analisti in numerose discipline (geopolitica, storia, economia, finanza, politica estera, studi militari, letteratura, arte, marketing, comunicazione e gestione della rete internet)

Articoli Correlati

Iran, Lanzalone-Somigli: “La chiusura di Hormuz come i Dardanelli nel 1915, Europa e Italia contribuiscano a missione USA”
In evidenza

Iran, Lanzalone-Somigli: “La chiusura di Hormuz come i Dardanelli nel 1915, Europa e Italia contribuiscano a missione USA”

14 Aprile 2026
Intervista a Daniele Lazzeri – Next Economy 02.03.2026
Breaking News

Intervista a Daniele Lazzeri – Next Economy 02.03.2026

2 Marzo 2026
Ciao Guargua!
Breaking News

Ciao Guargua!

5 Gennaio 2026
Imperialismo americano nuovamente in Sudamerica
Breaking News

Imperialismo americano nuovamente in Sudamerica

3 Gennaio 2026
L’Ambasciatore Marsili: “bene il governo sugli asset russi”. E sulla UE: “da Trump una sveglia positiva” – Insideover 17.12.2025
In evidenza

L’Ambasciatore Marsili: “bene il governo sugli asset russi”. E sulla UE: “da Trump una sveglia positiva” – Insideover 17.12.2025

17 Dicembre 2025
MORTA UN’EUROPA SE NE FA UN’ALTRA
Breaking News

MORTA UN’EUROPA SE NE FA UN’ALTRA

16 Ottobre 2025
Next Post
locandina Etica ed economia

Etica ed Economia: un binomio possibile?

Comments 3

  1. Amerino Griffini says:
    13 anni ago

    Analisi ottima! Condivido

    Rispondi
  2. Nodo di Gordio says:
    13 anni ago

    una situazione molto complessa.
    Torneremo a parlarne a breve…

    Rispondi
  3. Giovanni says:
    13 anni ago

    a Massimo Cacciari consiglio di ascoltare di più e parlare di meno. Le sue riflessioni sulla geopolìtica del Conclave sono del tutto errate.

    Rispondi

Rispondi a Giovanni Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I agree to the Terms & Conditions and Privacy Policy.

Ultime News

Il sonno europeo – Electomagazine 18.04.2026
Sala Stampa

Il sonno europeo – Electomagazine 18.04.2026

by Andrea Marcigliano
18 Aprile 2026
0

Dunque…. Martedì scorso, Sergei Lavrov, il ministro degli esteri russo, è volato a Pechino. Per incontrare il suo omologo cinese....

Il vecchio e il nuovo – Electomagazine 17.04.2026

Il vecchio e il nuovo – Electomagazine 17.04.2026

17 Aprile 2026
Il fronte interno – Electomagazine 16.04.2026

Il fronte interno – Electomagazine 16.04.2026

16 Aprile 2026
Enigma Trump – Electomagazine 15.04.2026

Enigma Trump – Electomagazine 15.04.2026

15 Aprile 2026
Addio ad Orbàn – Electomagazine 14.04.2026

Addio ad Orbàn – Electomagazine 14.04.2026

14 Aprile 2026
Iran, Lanzalone-Somigli: “La chiusura di Hormuz come i Dardanelli nel 1915, Europa e Italia contribuiscano a missione USA”

Iran, Lanzalone-Somigli: “La chiusura di Hormuz come i Dardanelli nel 1915, Europa e Italia contribuiscano a missione USA”

14 Aprile 2026
Il Nodo di Gordio

Newsletter

LE PIU IMPORTANTI NOTIZIE DI GEOPOLITICA E GLI EVENTI MONDIALI

Iscriviti alla nostra mailing list e riceverai tutti gli aggiornamenti

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

Il Nodo di Gordio

  • Disclaimer
  • Abbonamento
  • Termini d’uso
  • Board
  • Abbonamento
  • Contattaci

Chi siamo

Il "Nodo di Gordio" è un think tank di geopolitica ed economia internazionale, promosso da una équipe di diplomatici, docenti universitari, giornalisti ed analisti in numerose discipline (geopolitica, storia, economia, finanza, politica estera, studi militari, letteratura, arte, marketing, comunicazione e gestione della rete internet)

© 2020 - Nodo di Gordio - Privacy Policy | Cookie Policy

No Result
View All Result
  • BREAKING NEWS
  • GLOBAL GORDIAN OUTLOOK
  • DIALOGHI MEDITERRANEI
  • EVENTI
  • SALA STAMPA
  • ABBONAMENTO
  • CHI SIAMO
    • THINK TANK
    • BOARD
    • ABBONAMENTO
  • PUBBLICAZIONI
    • RIVISTA
    • PAPER
    • MONOGRAFIE
  • NEWSLETTER
  • Italiano

© 2020 - Nodo di Gordio - Privacy Policy | Cookie Policy

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.