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UNAMA: aumentati i civili uccisi in Afghanistan nel 2018

by Elvio Rotondo
26 Febbraio 2019
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UNAMA

Secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite, nella guerra in Afghanistan sono stati uccisi molti più civili lo scorso anno rispetto agli anni precedenti, (almeno da quando sono iniziate le rilevazioni), il numero dei bambini uccisi ha raggiunto il massimo storico, in parte a causa di un picco dei raid statunitensi.

Dati certamente scoraggianti sulla guerra più lunga degli Stati Uniti, rilasciati un giorno prima della ripresa dei colloqui diretti tra funzionari americani e talebani in Qatar, cosa che potrebbe portare gli USA al ritiro dopo 17 anni di conflitto.

Lo scorso anno, la missione di assistenza dell’ONU (UNAMA) in Afghanistan ha documentato oltre 3.800 morti civili nel paese, tra cui circa 930 bambini, entrambi record annuali. In totale si sono registrate quasi 11.000vittime civili durante tutto l’anno.

UNAMA ha attribuito la maggior parte delle perdite alle forze antigovernative, in maggioranza ai talebani e agli affiliati allo Stato islamico, mentre le forze filogovernative sono state accusate di circa un quarto delle morti e dei ferimenti. Tuttavia, le forze filogovernative – che includono le forze armate statunitensi – avrebbero ucciso più bambini afghani lo scorso anno rispetto ai loro avversari, e secondo l’UNAMA ciò è stato causato, in gran parte, dai raid statunitensi.

La missione NATO in Afghanistan, guidata dagli Stati Uniti, rispondendo al rapporto, ha dichiarato che “tutte le precauzioni possibili” sono prese per limitare le vittime civili e che farà chiarezza su tutte le accuse. Secondo le indagini della NATO, i raid aerei delle forze straniere hanno provocato 117 vittime civili lo scorso anno, tra cui 62 morti, circa un quinto rispetto al conteggio dell’ONU.

L’accelerata campagna di bombardamenti sarebbe stata parte della strategia dell’amministrazione Trump per spingere i talebani al tavolo dei negoziati. Secondo i dati dell’Air Force, gli Stati Uniti nello scorso anno hanno sganciato più munizioni che nei tre anni precedenti. Il rapporto UNAMA ha rivelato che I raid aerei delle forze afghane e internazionali hanno ucciso nel 2018 all’incirca lo stesso numero di civili afghani dei precedenti tre anni.

L’uso da parte dei militanti di IED (ordigni esplosivi improvvisati) sia negli attacchi suicidi che non-suicidi è rimasto la principale causa di vittime civili, rappresentando oltre il 40 per cento del totale.

“Il conflitto in Afghanistan continua a uccidere troppi civili e ha causato sofferenze di lunga durata, sia fisiche che psicologiche”,ha detto l’Alto Commissario per i diritti umani della U.N. Michelle Bachelet. “Il fatto che il numero di bambini uccisi quest’anno sia il più alto mai registrato è particolarmente scioccante.”

L’UNAMA ha iniziato a documentare sistematicamente le vittime civili in Afghanistan dal 2009. Secondo quanto riporta Star and Stripes, la missione attribuisce abitualmente più vittime alle forze statunitensi rispetto al rapporto del Pentagono, citando una metodologia diversa. L’esercito americano contesta regolarmente i dati dell’UNAMA.

Unama 1

Nel rapporto si legge che UNAMAha continuato a ricevere segnalazioni di reclutamento e utilizzo di bambini da parte di elementi anti-governativi, forze di sicurezza nazionali afghane e gruppi armati filo-governativi. I bambini continuano ad essere reclutati da elementi anti-governativi per collocare IED, trasportare esplosivi, contribuire alla raccolta di informazioni, effettuare attacchi suicidi e partecipare alle ostilità, mentre sono stati fatti progressi all’interno delle forze di sicurezza nazionali afgane in merito al reclutamento formale di bambini. Comunque l’utilizzo dei bambini è rimasto un problema che secondo alcuni esperti, specialmente in Afghanistan, trova terreno fertile anche a causa del contesto di povertà diffusa, della mancanza di opportunità e di accesso all’istruzione e al lavoro e al completo fallimento dello stato di diritto.

Chi è il bambino soldato? Secondo la definizione UNICEF “è una persona sotto i 18 anni di età, che fa parte di qualunque forza armata o gruppo armato, regolare o irregolare che sia, a qualsiasi titolo – tra cui i combattenti, i cuochi, facchini, messaggeri e chiunque si accompagni a tali gruppi, diversi dai membri della propria famiglia”.

La violenza sessuale legata ai conflitti nei confronti dei bambini è una preoccupazione seria ma sottovalutata in Afghanistan. I bambini sono stati vittime di violenza sessuale, sottoposti a molestie, sfruttamento e stupro. Nel 2018, UNAMA ha documentato quattro episodi di violenza sessuale contro i bambini, tre perpetrati dalla polizia nazionale afgana e uno dalla polizia locale afghana. Queste cifre, tuttavia, non riflettono l’entità del problema poiché si ritiene che tali casi siano ampiamente sottostimati e, quando riportati, difficili da verificare a causa delle sensibilità estreme e delle preoccupazioni per la protezione delle vittime.

Lo scorso mese, rappresentanti degli Stati Uniti e dei talebani si sono incontrati a Doha, in Qatar e avrebbero raggiunto un accordo di massima sui termini per il ritiro delle forze USA e un impegno da parte dei talebani di non ospitare gruppi terroristici sul territorio afghano. Il 25 febbraio scorso, le parti in causa si sono riunite di nuovo per continuare i colloqui.

Oggi, dopo tanti anni di guerra e tanti morti, l’Afghanistan resta uno dei luoghi più pericolosi al mondo, dove solo gli Stati Uniti avrebbero speso (dal 2001 ad oggi) circa 975miliardi di dollari.

 

Elvio Rotondo

Country Analyst de “Il Nodo di Gordio”

Tags: AfghanistanbambiniciviliNATOStati UnitiUNAMA
Elvio Rotondo

Elvio Rotondo

Nato a Cassino il 16 dicembre 1961, militare in congedo, laureato in scienze organizzative e gestionali presso l’Università degli studi La Tuscia di Viterbo, si è arruolato nell’Esercito Italiano nel 1978 prestando servizio in diversi reparti sul territorio nazionale. Nel corso della carriera militare si è occupato prevalentemente di Guerra Elettronica, di Intelligence e di Cooperazione Civile-Militare. Ha prestato servizio inoltre presso l’Ambasciata d’Italia di Seoul (Ufficio dell’Addetto Militare) e in ambito multinazionale presso il Multinational Cimic Group. Tra i molti corsi previsti per il proprio incarico, ha frequentato: NATO Intelligence Course, NATO Open Source Intel Course, NATO Intel Analyst Course, NATO Tactical CIMIC Course. È conoscitore della lingua inglese, russa, persiano farsi. In ambito internazionale ha preso parte alle operazioni NATO nei Balcani. Nel 2014 è stato collocato nella riserva. Collabora con il Think Tank Il Nodo di Gordio dal 2013 in qualità di Country Analyst. Autore del Blog 38esimoparallelo.com. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su: “Il Giornale.it. “Affari Internazionali”; “Geopolitical Review”; “L’Opinione”; “Geopolitica.info”; “Analisi Difesa”.

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