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RUSSI E UCRAINI SU UNA COSA CONCORDANO

by Redazione
29 Novembre 2024
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Valicata la soglia psicologica dei 1000 giorni di conflitto un dato parrebbe (forse) ormai chiaro: né Mosca, né tantomeno Kiev, risultano essere in grado di prevalere sull’altro.

 Nonostante i più recenti sviluppi – l’autorizzazione statunitense a colpire il territorio della Federazione Russa con sofisticate armi occidentali, seguita dalla intimidatoria risposta moscovita nell’Oblast di Dnipro – abbiano senza dubbio rischiato di portare a un punto di non ritorno, il (necessario) congelamento di un conflitto non sembra più un lontano miraggio. A distanza di poche settimane l’uno dall’altro, sono stati pubblicati due interessanti sondaggi circa la popolazione ucraina e russa. il primo, condotto da Gallup[1], noto istituto di ricerche statistiche statunitense per l’analisi dell’opinione pubblica, ha sondato gli umori degli ucraini in una fascia temporale che scorre da agosto a ottobre 2024. Il secondo, svolto da Russian Field[2], un ente di ricerca indipendente, ha aggiornato le sue costanti rilevazioni circa la percezione dei russi sul conflitto e le sue conseguenze.

Sebbene le domande poste agli intervistati non fossero le medesime, sono emersi alcuni dati salienti che accomunano russi e ucraini. Entrambe le popolazioni, a quasi tre anni dall’inizio del conflitto su larga scala e quasi undici dall’inizio della crisi, risultano essere stanche. Per la prima volta in Ucraina, la maggioranza degli intervistati (52%) si è dichiarata favorevole a concedere territori, attraverso un negoziato, in cambio di un accordo di pace. Gli sfavorevoli, sempre in meno, convinti ancora di poter ottenere una “vittoria” si attestano sul 38%. Statistiche impossibili da ignorare sia da parte degli apparati ucraini che da quelli statunitensi. Se gli armamenti Made in Usa e le iniezioni finanziario-economiche dei principali Paesi europei hanno fornito strumenti vitali alla resistenza ucraina, quest’ultima germina dalla volontà del popolo ucraino stesso. Non potrà essere certo l’Ucraina, da sola, a decidere di terminare le ostilità, ma gli ucraini sì. A quel punto toccherebbe alle truppe a stelle e strisce e dei vari satelliti; meglio sfruttare l’umore favorevole degli ucraini per congelare il conflitto. Anche per gli apparati del Cremlino la situazione è tutt’altro che rosea. Il sondaggio di Russian Fieldda una parte sottolinea come il 63% degli intervistati si ritenga soddisfatto della conduzione dell’operazione militare speciale, dall’altra, però, segnala come anche fra i russi serpeggino sentimenti quali stanchezza e paura. Alla domanda – negoziati o proseguimento delle ostilità – il 53% dei russi si è espresso a favore di un’apertura delle trattative. Solamente il 36% ritiene sia giusto continuare con l’operazione militare, il dato più basso registrato dal 24 febbraio 2022.

Per la prima volta, da tempo, russi e ucraini sono sulla stessa lunghezza d’onda. È l’ora di una tregua.


[1] Half of Ukrainians Want Quick, Negotiated End to War

[2] Военная операция в Украине. 16 волна (2-12 ноября 2024)

Paolo Lolli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tags: DniproRussiaucrainausa
Redazione

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Il "Nodo di Gordio" è un think tank di geopolitica ed economia internazionale, promosso da una équipe di diplomatici, docenti universitari, giornalisti ed analisti in numerose discipline (geopolitica, storia, economia, finanza, politica estera, studi militari, letteratura, arte, marketing, comunicazione e gestione della rete internet)

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