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Richiesto il budget per la difesa americana. Per Washington la sfida prioritaria resta la Cina

by Elvio Rotondo
1 Aprile 2024
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Il budget americano complessivo proposto dal Presidente Joe Biden, per l’anno fiscale 2025, ammonterebbe a 7.3 trilioni di dollari con nuove spese in programmi sociali per aiutare la classe media, compensati da tasse più elevate sui redditi più alti e sulle società. Per quanto riguarda la difesa, il 22 marzo 2024, la Camera ha approvato un pacchetto in sei proposte di legge da 1,2 trilioni di dollari. Il Dipartimento della Difesa riceverebbe 824,5 miliardi di dollari, con un aumento di 27,75 miliardi rispetto all’attuale livello di finanziamento. Parte di questo aumento sarebbe destinato a numerose iniziative e programmi, tra cui un aumento di stipendio del 5,2% per le truppe e i dipendenti civili, che sarebbe retroattivo al 1° gennaio 2024. 500 milioni di dollari sarebbero destinati al Programma israeliano di difesa missilistica cooperativa e 300 milioni di dollari all’Iniziativa di assistenza alla sicurezza in Ucraina.

La proposta di legge aggiunge anche 92 milioni di dollari ai 9,1 miliardi di dollari richiesti dal Dipartimento per la Pacific Deterrence Initiative, oltre a 108 milioni di dollari per una maggiore cooperazione in materia di sicurezza con Taiwan: 26 milioni di dollari in più rispetto a quanto richiesto dal Pentagono.
La Pacific Deterrence Initiative consiste in una serie di investimenti e attività prioritari nel settore della difesa stabiliti dal Congresso per rafforzare la deterrenza e la difesa degli Stati Uniti, garantire alleati e partner e contrastare le minacce avversarie nella regione dell’Indo-Pacifico in risposta alla crescente potenza militare della Cina.

Secondo quanto riportato dal sito della Casa Bianca, l’Iniziativa per la deterrenza nel Pacifico 2025 del Dipartimento della Difesa evidenzia alcuni degli investimenti chiave che il governo federale sta facendo, si concentra sul rafforzamento della deterrenza nella regione e dimostra l’impegno a lungo termine dell’Amministrazione americana verso l’Indo-Pacifico, dove la competizione tra i paesi dell’area è sempre più forte, come lo sono le tensioni in crescente aumento che rischiano di minacciare l’equilibrio dell’intera regione.

Nello specifico, la richiesta di bilancio per l’anno fiscale 2025 include investimenti cruciali per rafforzare la deterrenza, comprese attività di difesa da missili balistici a sostegno di Guam; una maggiore cooperazione in materia di sicurezza con gli alleati e partner; maggiori investimenti in esercitazioni, formazione e attività di sperimentazione; supporto tecnologico per le operazioni informatiche; la messa in campo di sistemi senza equipaggio e autonomi che possano operare in tutti i domini; e altre tecnologie innovative.

Per la Marina, il conto include 33,5 miliardi di dollari per l’acquisto di otto nuove navi da combattimento: due cacciatorpediniere DDG-51, due sottomarini di classe Virginia, due fregate, un sottomarino di classe Columbia e una nave rifornitrice T-AO.

È stato anche incrementato l’acquisto di aerei da parte del Pentagono, stanziando fondi per 86 aerei da combattimento F-35, 15 aerei da rifornimento KC-46 e 24 F-15EX.

Il disegno di legge include fondi per massimizzare la produzione di munizioni critiche e soddisfare la richiesta del Pentagono di contratti pluriennali per il missile aria-aria avanzato a medio raggio, il missile d’attacco navale, il sistema di razzi a lancio multiplo guidato, il Patriot Advanced Capability-3, il missile antinave a lungo raggio e il missile Joint Air-to-Surface Standoff. Inoltre i fondi includono 5,3 miliardi di dollari per continuare lo sviluppo e l’approvvigionamento del programma di bombardieri strategici B-21 e 3,7 miliardi di dollari in finanziamenti continuativi per il programma di missili balistici intercontinentali Sentinel con base a terra.

La richiesta di bilancio per l’anno fiscale 2025 finanzia anche l’impegno fondamentale nei confronti della NATO, l’indispensabile alleanza difensiva che rimane il fondamento della sicurezza transatlantica, e comprende 4,2 miliardi di dollari per sostenere investimenti, attività e operazioni in Europa per scoraggiare l’aggressione russa contro gli alleati e partner, tra cui: 2,9 miliardi di dollari per l’Iniziativa europea di deterrenza; 625,6 milioni di dollari in contributi militari alla NATO; 434 milioni di dollari per il Programma di investimenti per la sicurezza della NATO.

Questi sono solo alcuni esempi di spesa destinati alla difesa statunitense. La richiesta di bilancio del Presidente per il Dipartimento della Difesa è radicata nella Strategia di Difesa Nazionale 2022 americana, che permette di adeguare le risorse agli obiettivi nazionali. Gli Stati Uniti sono promotori della deterrenza integrata nell’Indo-Pacifico e a livello globale. Per sostenere e rafforzare la deterrenza, il bilancio dà priorità alla sfida con la Cina, in linea con la Strategia di Difesa Nazionale 2022. 

Non è dunque una novità che Washington sia di gran lunga il più grande investitore militare al mondo. La sua spesa per la difesa fa impallidire quella di altri paesi se messe a confronto, anche i diretti rivali a livello globale come Cina che è da tempo impegnata nel potenziamento della spesa militare ad un ritmo senza precedenti. Negli ultimi dieci anni Pechino ha più che raddoppiato il suo budget e figura al secondo posto al mondo, dopo gli Stati Uniti, con circa 292 miliardi di dollari nel 2022, il 4,2% in più rispetto al 2021. Al terzo posto figura la Russia con 86 miliardi e poi l’India con 81, l’Arabia Saudita con 75, la Germania con 55,8 e l’Italia con 33.

Elvio Rotondo
Country Analyst Fondazione Nodo di Gordio

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tags: budget difesaPacific Deterrence InitiativePACIFICOWashington
Elvio Rotondo

Elvio Rotondo

Nato a Cassino il 16 dicembre 1961, militare in congedo, laureato in scienze organizzative e gestionali presso l’Università degli studi La Tuscia di Viterbo, si è arruolato nell’Esercito Italiano nel 1978 prestando servizio in diversi reparti sul territorio nazionale. Nel corso della carriera militare si è occupato prevalentemente di Guerra Elettronica, di Intelligence e di Cooperazione Civile-Militare. Ha prestato servizio inoltre presso l’Ambasciata d’Italia di Seoul (Ufficio dell’Addetto Militare) e in ambito multinazionale presso il Multinational Cimic Group. Tra i molti corsi previsti per il proprio incarico, ha frequentato: NATO Intelligence Course, NATO Open Source Intel Course, NATO Intel Analyst Course, NATO Tactical CIMIC Course. È conoscitore della lingua inglese, russa, persiano farsi. In ambito internazionale ha preso parte alle operazioni NATO nei Balcani. Nel 2014 è stato collocato nella riserva. Collabora con il Think Tank Il Nodo di Gordio dal 2013 in qualità di Country Analyst. Autore del Blog 38esimoparallelo.com. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su: “Il Giornale.it. “Affari Internazionali”; “Geopolitical Review”; “L’Opinione”; “Geopolitica.info”; “Analisi Difesa”.

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