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L’isola di Guam fondamentale per la strategia degli Stati Uniti nell’Indo-Pacifico

by Elvio Rotondo
3 Marzo 2021
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Negli ultimi 122 anni, dalla fine della guerra ispano-americana, con esclusione del periodo di occupazione giapponese durante la seconda guerra mondiale, la posizione strategica regionale di Guam ha consentito agli Stati Uniti di raggiungere i propri obiettivi politici nella regione Asia-Pacifico. 

L’isola di Guam si trova a circa 3.300 miglia a ovest delle Hawaii, e 1.500 miglia a est delle Filippine e a sud del Giappone. Guam è un territorio non incorporato degli Stati Uniti ma i suoi residenti sono cittadini statunitensi. L’isola è lunga circa 36 miglia, larga da 6 a 12 miglia con circa 160.000 abitanti ed è una delle principali destinazioni turistiche del Pacifico occidentale. La ricca cultura Chamorro di Guam attira visitatori asiatici ma anche europei. Un terzo del territorio è occupato da tre basi militari degli Stati Uniti.

Essendo il territorio sovrano più occidentale degli Stati Uniti, ha contribuito notevolmente alla proiezione del potere e degli interessi nazionali statunitensi. Guam continua a fungere da chiave di volta nella strategia degli Stati Uniti nell’affermare l’influenza nel Pacifico e spesso viene definita “una portaerei permanente”. L’isola ospita diverse strutture militari statunitensi, suddivise tra assetti della Marina e dell’Aeronautica. Sull’isola è presente una delle più importanti basi aeree della regione del Pacifico che, proprio grazie alla sua posizione geografica, consente un rapido accesso, ai mezzi dell’Aeronautica e della Marina, ai potenziali focolai di crisi nella Penisola Coreana e nel Mar Cinese.

Alla luce delle ambizioni cinesi nella regione e di altre minacce come quelle della Corea del Nord (potenza nucleare) l’ubicazione delle basi militari sull’isola continua ad essere sempre più importante. A prova di questo ci sono continui investimenti sull’isola, nelle strutture militari, aumentando così le capacità di proiezione di potenza dei militari. Ultimamente, il Pentagono ha assegnato un contratto da 42 milioni di dollari per costruire un complesso per armi standoff sull’isola di Guam. 

Secondo il Dipartimento della Difesa, la Granite-Obayashi JV di Watsonville, della California, è stata selezionata per costruire il complesso a Yigo, la località più settentrionale di Guam. La joint-venture detiene già un contratto del valore di 165 milioni di dollari per la costruzione di una base del Corpo dei Marines sull’isola.

Il contratto consiste nella costruzione di un complesso di assemblaggio e manutenzione dei missili adeguatamente dimensionato e configurato per le operazioni di carico, scarico, trasferimento, stoccaggio, collaudo e per la preparazione dei missili all’uso operativo.

Il nuovo contratto, finanziato dall’Air Force nell’anno fiscale 2021, dovrebbe essere completato entro marzo 2023, include la costruzione di una struttura per supportare il pre-caricamento di lanciatori rotanti, miglioramenti delle strade per supportare i veicoli che trasportano munizioni verso l’aeroporto e magazzini di stoccaggio.

Le armi di standoff o di stallo sono missili o bombe, lanciabili da velivoli da combattimento a distanza di sicurezza dalle difese antiaeree nemiche. Includono missili da crociera, bombe plananti e missili balistici a corto raggio. I lanciatori rotanti sono tipicamente trasportati nel vano bombe degli aerei, come ad esempio nel B-52 Stratofortress. Il lanciatore rotante consente di posizionare con precisione l’arma per il lancio e occupa meno spazio rispetto a un alloggiamento per bombe convenzionale.

Guam attualmente ospita circa 7.800 membri delle forze armate degli Stati Uniti ed è una base fondamentale per le operazioni militari americane nel Pacifico e ospita vari tipi di armi militari americane ad alto profilo, tra cui il sistema di difesa contro i missili balistici Thaad (Terminal High Altitude Area Defence).

Il generale Kenneth S. Wilsbach, comandante del Pacific Air Forces (PACAF) ha affermato che “nell’Indo-Pacifico, teatro prioritario per le forze armate statunitensi, l’obiettivo principale è costruire partnership e promuovere una regione in rete, in grado di unirsi in difesa contro le crescenti minacce di Cina, Russia, Corea del Nord e Iran. Data la vastità geografica della regione indo-pacifica e il numero di nazioni partner di varie dimensioni, le relazioni degli Stati Uniti con alleati e partner nel Pacifico fungono da moltiplicatore della forza. “Poiché le forze armate statunitensi lavorano per costruire capacità, condurre esercitazioni, migliorare l’addestramento e aumentare la condivisione delle informazioni con questi paesi, Guam è un importante hub strategico e centralizzato”.

Nell’isola è previsto anche il trasferimento pianificato del personale dei marines statunitensi dalla Prefettura giapponese di Okinawa che potrebbe iniziare già nell’ottobre 2024 ed essere completato entro 18 mesi. Il piano ricollocherà circa 5.000 marines, di cui circa 1.700 saranno di stanza permanentemente sull’isola di Guam e il resto ruoterà ogni sei mesi.

Una nuova base dei marines, che sarà completata nel 2026, sarà costruita vicino alla base aeronautica di Andersen, nella parte nord dell’isola di Guam. La base si chiamerà Camp Blaz. Il trasferimento della 3rd Marine Expeditionary Force dovrebbe iniziare durante la prima metà dell’anno fiscale che inizierà nell’ottobre 2024.

La base aerea Andersen, è stata utilizzata da bombardieri B-52 durante la guerra del Vietnam mentre le acque al largo di Guam sono teatro delle principali esercitazioni della Marina degli Stati Uniti.

Elvio Rotondo
Country Analyst del think tank “Il Nodo di Gordio”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tags: GuamIndo-PacificStati Uniti
Elvio Rotondo

Elvio Rotondo

Nato a Cassino il 16 dicembre 1961, militare in congedo, laureato in scienze organizzative e gestionali presso l’Università degli studi La Tuscia di Viterbo, si è arruolato nell’Esercito Italiano nel 1978 prestando servizio in diversi reparti sul territorio nazionale. Nel corso della carriera militare si è occupato prevalentemente di Guerra Elettronica, di Intelligence e di Cooperazione Civile-Militare. Ha prestato servizio inoltre presso l’Ambasciata d’Italia di Seoul (Ufficio dell’Addetto Militare) e in ambito multinazionale presso il Multinational Cimic Group. Tra i molti corsi previsti per il proprio incarico, ha frequentato: NATO Intelligence Course, NATO Open Source Intel Course, NATO Intel Analyst Course, NATO Tactical CIMIC Course. È conoscitore della lingua inglese, russa, persiano farsi. In ambito internazionale ha preso parte alle operazioni NATO nei Balcani. Nel 2014 è stato collocato nella riserva. Collabora con il Think Tank Il Nodo di Gordio dal 2013 in qualità di Country Analyst. Autore del Blog 38esimoparallelo.com. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su: “Il Giornale.it. “Affari Internazionali”; “Geopolitical Review”; “L’Opinione”; “Geopolitica.info”; “Analisi Difesa”.

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