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L’India verso lo sviluppo dell’industria della difesa

by Elvio Rotondo
8 Aprile 2020
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L’India verso lo sviluppo dell'industria della difesa

Le forze armate indiane, per numero di effettivi, sono tra le prime al mondo. L’India è uno dei maggiori importatori di materiale bellico convenzionale, con circa il 31,1%, del suo bilancio totale della difesa, destinato alle acquisizioni. Circa il 60% del fabbisogno di difesa è soddisfatto attraverso le importazioni.

L’assegnazione di bilancio 2016/17 per la Difesa dell’Unione è approssimativamente di 34.53 miliardi di dollari. Uno dei problemi delle forze armate indiane è la carenza tecnologica degli armamenti rispetto alle altre potenze mondiali. New Delhi figura nelle prime posizioni tra i maggiori importatori al mondo di armi, mentre per quanto riguarda la produzione si trova ancora in una fase emergente, anche se sono stati fatti passi avanti nel settore. Il governo indiano è molto determinato nel perseguire la sua visione nel settore della difesa – l’indigenizzazione e l’acquisizione di tecnologie avanzate, che contribuiranno a ridurre la dipendenza dalle importazioni da altri paesi.

Secondo un rapporto SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute), le spese militari dell’India nel 2015 sono state di 51,3 miliardi di dollari, con un incremento dello 0,4 per cento rispetto all’anno precedente. L’India ha recentemente proposto un accordo di 15 miliardi di dollari per l’acquisto fino a 300 aerei da combattimento dall’estero, a condizione che gli aerei siano realizzati nel paese con un partner locale. La forza aerea indiana ha disperatamente bisogno di aumentare la sua forza operativa dopo aver ridotto un ordine iniziale di 126 caccia con la francese Dassault a soli 36, per un valore di 7,8 miliardi di euro. Un importante sviluppo per l’industria della difesa dell’India è stato l’annuncio, di un mese fa, di una joint venture tra il gruppo Reliance, e la Dassault per la costruzione degli aerei.

Secondo alcuni rapporti l’industria militare Americana, Lockheed Martin, sarebbe in trattativa con l’India per una collaborazione per la produzione dei suoi F-16 jet in India. Infatti avrebbe manifestato, al governo indiano, la disponibilità a trasferire la sua intera linea di produzione di F-16 da Fort Worth, Stati Uniti, in India come parte della politica governativa del Make in India. Gli Stati Uniti sono il secondo più grande fornitore di armi dell’India dopo la Russia, da cui New Delhy è stata fortemente dipendente sin dall’epoca sovietica. La Saab svedese avrebbe manifestato la volontà di produrre il suo jet da combattimento, Gripen, in India. Il presidente della Reliance Anil Ambani Group, ha riferito recentemente che sarebbero stati identificati due siti, nello stato centrale del Madhya Pradesh, per la realizzazione degli impianti di produzione per la difesa.

Nel frattempo, il mese scorso, l’India ha firmato accordi per la difesa con la Russia del valore di miliardi di dollari, incluso l’acquisto di missili di difesa aerea S-400 e di quattro navi da guerra, come anche un accordo per una produzione congiunta di elicotteri militari (che utilizzerà l’India) tra la Russian Helicopters e Hindustan Aeronautics dell’India.

L’India, negli ultimi 30 anni, ha cercato di produrre un proprio aereo da combattimento, monomotore, ma solo due di questi jet, Tejas, sono stati consegnati, nonostante ci sia un ordine per 140 velivoli. Nuova Delhi ha obiettivi ambiziosi per ridurre enormemente le sue importazioni per difesa, estremamente costose per il paese. Il primo ministro, Narendra Modi, ha detto che il suo obiettivo è avere una produzione del 70 % delle armi in casa entro il 2020.

Il primo ministro Narendra Modi aveva lanciato la campagna Make in India nel 2014, con l’obiettivo di incrementare la produzione e creare posti di lavoro, concentrandosi su 25 settori, tra cui la difesa. Gli obiettivi per il settore della difesa riguardano la self-reliance, indigenizzazione (cioè la capacità di produrre un prodotto, o di fornire un servizio in modo indipendente all’interno di un paese, invece di basarsi su manufatti stranieri o fornitori), realizzare economie di scala, lo sviluppo delle capacità di esportazione, il trasferimento di tecnologia e la ricerca interna e lo sviluppo.

Il settore della difesa occupa sempre più spazio nella pianificazione strategica a lungo termine dell’India che si avvia verso la trasformazione da potenza regionale a potenza globale.

 

Elvio Rotondo
Country Analyst

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tags: armamentiIndia
Elvio Rotondo

Elvio Rotondo

Nato a Cassino il 16 dicembre 1961, militare in congedo, laureato in scienze organizzative e gestionali presso l’Università degli studi La Tuscia di Viterbo, si è arruolato nell’Esercito Italiano nel 1978 prestando servizio in diversi reparti sul territorio nazionale. Nel corso della carriera militare si è occupato prevalentemente di Guerra Elettronica, di Intelligence e di Cooperazione Civile-Militare. Ha prestato servizio inoltre presso l’Ambasciata d’Italia di Seoul (Ufficio dell’Addetto Militare) e in ambito multinazionale presso il Multinational Cimic Group. Tra i molti corsi previsti per il proprio incarico, ha frequentato: NATO Intelligence Course, NATO Open Source Intel Course, NATO Intel Analyst Course, NATO Tactical CIMIC Course. È conoscitore della lingua inglese, russa, persiano farsi. In ambito internazionale ha preso parte alle operazioni NATO nei Balcani. Nel 2014 è stato collocato nella riserva. Collabora con il Think Tank Il Nodo di Gordio dal 2013 in qualità di Country Analyst. Autore del Blog 38esimoparallelo.com. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su: “Il Giornale.it. “Affari Internazionali”; “Geopolitical Review”; “L’Opinione”; “Geopolitica.info”; “Analisi Difesa”.

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