• it Italiano
  • Chi siamo
    • Think Tank
    • Board
  • Siti Amici
    • Afrofocus
    • Orsam
    • CNR
    • Revue Conflits
    • L’Opinione
    • Friedman Institute
    • IF Magazine
    • Festival Nazionale
    • Osce
    • Wikiamericas
    • Oltrepanto
    • European Parliament
venerdì, Aprile 24, 2026
NEWSLETTER
Il Nodo di Gordio
  • BREAKING NEWS
  • GLOBAL GORDIAN OUTLOOK
  • DIALOGHI MEDITERRANEI
  • EVENTI
  • SALA STAMPA
  • PUBBLICAZIONI
    • RIVISTA
    • PAPER
    • MONOGRAFIE
No Result
View All Result
  • BREAKING NEWS
  • GLOBAL GORDIAN OUTLOOK
  • DIALOGHI MEDITERRANEI
  • EVENTI
  • SALA STAMPA
  • PUBBLICAZIONI
    • RIVISTA
    • PAPER
    • MONOGRAFIE
Il Nodo di Gordio
Home In evidenza

Il Califfo, il Dottore e il Re Tentenna

by Andrea Marcigliano
16 Settembre 2015
0
SHARES
67
VIEWS
Condividi su FacebookCondividi su TwitterCondividi su Linkedin
Fighters of the jihadist group Al-Nusra Front stand on the top of a pick-up mounted with a machine gun during fightings against the regime forces on April 4, 2013 in the Syrian village of Aziza, on the southern outskirts of Aleppo. (Guillaume Briquet/AFP/Getty Images)
Fighters of the jihadist group Al-Nusra Front stand on the top of a pick-up mounted with a machine gun during fightings against the regime forces on April 4, 2013 in the Syrian village of Aziza, on the southern outskirts of Aleppo. (Guillaume Briquet/AFP/Getty Images)

Il recente discorso reso pubblico dal successore di Bin Laden alla guida di Al Qaeda, il dottor Al-Zawahiri, è stato analizzato e commentato nelle ottiche più disparate, ora mettendo l’accento sull’ennesima “scomunica” del Califfato di al-Baghdadi – con il quale perdura e va intensificandosi la contesa per la leadership del jihadismo radicale – ora, invece, sottolineando come il leader Qaedista indichi comunque come principale avversario i “Crociati” occidentali.

Differenti letture non di secondaria importanza, visto che, dalla prima, deriva l’idea – ma sarebbe forse meglio dire il sogno – di giocare sullo scontro fra Al Qaeda e l’IS per depotenziare la minaccia in Siria ed Iraq. Idea che, al di là delle divagazioni giornalistiche, sembra trovare consenso nell’Amministrazione statunitense, la cui strategia, negli anni di Obama, ha sempre mirato a far combattere ad “altri” le proprie guerre, evitando così l’oneroso – ed inviso all’opinione pubblica interna – coinvolgimento di truppe USA nei teatri di crisi.

Dall’altro lato, però, tutti quelli, Israele in testa, che considerano Al-Zawahiri e Al-Baghdadi alla stregua della padella e la brace, e che temono alleanze tattiche fra i due movimenti in specifici teatri. Come potrebbe facilmente avvenire in Siria, dove un accordo fra le milizie del Califfato e quelle del Fronte Al-Nusra – fedeli ad Al Qaeda – potrebbe portare al disastro, visto che i due gruppi, insieme, finirebbero per controllare oltre il 60% del territorio.

In effetti, la storia dei movimenti jihadisti – e, per altro, la stessa storia dell’Islam nel suo complesso – sembra dare ragione ai pessimisti e torto ad Obama e sodali: i gruppi radicali islamici identificano, sempre e comunque, il primo nemico/obiettivo nel Satana Occidentale e, in seconda istanza, negli “eretici” sciiti. E tendono a far blocco contro il nemico esterno, per poi procedere solo successivamente ad un regolamento di conti interno.

Proprio queste considerazioni dimostrano come abbia avuto ragione il premier italiano Renzi a chiamarsi fuori dall’intervento in Siria annunciato da Francia e Gran Bretagna. Una prudenza motivata dall’assenza di un progetto politico sensato è praticabile. Infatti i fantomatici “ribelli siriani” democratici che combatterebbero sia contro l’IS, sia contro i fedeli del regime di Assad sono mera leggenda. Se mai pure esistiti, sono stati ormai completamente debellati e resi ininfluenti, come dimostra la massiccia fuga dei profughi siriani appartenenti alle classi medie, più colte ed occidentalizzate, cui stiamo assistendo da qualche mese.

Ormai la partita interna in Siria si gioca a tre: Assad, il Califfo e i qaedisti di Al-Nusra. Intervenire alla cieca sarebbe dunque folle, un errore paragonabile a quello che fecero francesi e britannici in Libia, causando il disastro che abbiamo sotto gli occhi. È dunque necessario, prima dell’opzione militare, costruire un preciso progetto per il futuro assetto della Siria, e questo passa necessariamente attraverso un accordo con Teheran e Mosca che appoggiano Assad. E l’accordo con Putin è qualcosa che preoccupa molto Obama, Re Tentenna che sa ciò che non vuole, ma non sa ciò che vuole. E che con la sua ambigua politica è stato uno dei responsabili del disastro del Maghreb e del Medio Oriente.

Andrea Marcigliano Senior fellow

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tags: crisi sirianaISMatteo Renzi
Andrea Marcigliano

Andrea Marcigliano

Andrea Marcigliano è nato a Mestre-Venezia il 28-12-1957. Saggista e scrittore da anni collabora a giornali e riviste culturali, occupandosi (prevalentemente) di filosofia politica e scenari geo-politici internazionali. Accanto a questo mantiene vivi i suoi interessi più squisitamente letterari e filosofici, visti gli ormai antichi studi di Lettere Classiche – a Trieste, con laurea in Storia delle Religioni – ed il fatto che insegna Italiano e Latino nel Liceo. Saggista e scrittore, ha pubblicato “Segni del Tempo”, “I figli di Don Chisciotte”, “Ritorno ad Atene”, “Il suicidio della Destra” (e-book); ha collaborato a numerosi volumi di studi, tra i quali ama ricordare “Ezra Pound perforatore di roccia”, “Jünger cioè il coraggio”; “Ideario europeo”, “Studi su Fernando Pessoa”. Suoi scritti sono apparsi in inglese, russo, spagnolo, portoghese, turco, azero e kazako. È Senior fellow del think Tank di Studi Geopolitici “Il Nodo di Gordio”, e collabora all’omonima rivista ed al Web Magazine. Per il Centro studi “Vox Populi” ha già collaborato ai volumi: “Imperi delle Steppe”, “Porte d’Eurasia”, “La profondità strategica nel pensiero di Ahmet Davutoglu”, “Viandanti fra due mondi”, “Da Bajkonur alle stelle. Il Grande Gioco nello spazio”, “La chiesa apostolica Albana” e, con Ermanno Visintainer scritto a quattro mani “L’Aquila nel Sole”, di cui è in corso di pubblicazione l’edizione russa. Vive a Roma.

Articoli Correlati

E Sofia prende il largo – Electomagazine 23.04.2026
In evidenza

E Sofia prende il largo – Electomagazine 23.04.2026

23 Aprile 2026
Iran, Lanzalone-Somigli: “La chiusura di Hormuz come i Dardanelli nel 1915, Europa e Italia contribuiscano a missione USA”
In evidenza

Iran, Lanzalone-Somigli: “La chiusura di Hormuz come i Dardanelli nel 1915, Europa e Italia contribuiscano a missione USA”

14 Aprile 2026
Intervista a Daniele Lazzeri – Next Economy 02.03.2026
Breaking News

Intervista a Daniele Lazzeri – Next Economy 02.03.2026

2 Marzo 2026
Ciao Guargua!
Breaking News

Ciao Guargua!

5 Gennaio 2026
Imperialismo americano nuovamente in Sudamerica
Breaking News

Imperialismo americano nuovamente in Sudamerica

3 Gennaio 2026
L’Ambasciatore Marsili: “bene il governo sugli asset russi”. E sulla UE: “da Trump una sveglia positiva” – Insideover 17.12.2025
In evidenza

L’Ambasciatore Marsili: “bene il governo sugli asset russi”. E sulla UE: “da Trump una sveglia positiva” – Insideover 17.12.2025

17 Dicembre 2025
Next Post
La dimensione militare del Mediterraneo Globalizzato

La dimensione militare del Mediterraneo Globalizzato

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I agree to the Terms & Conditions and Privacy Policy.

Ultime News

Alla Svalbard alla ricerca del bromato – Electomagazine 24.04.2026
Sala Stampa

Alla Svalbard alla ricerca del bromato – Electomagazine 24.04.2026

by Andrea Marcigliano
24 Aprile 2026
0

Uno studio pubblicato su Science Advances e condotto dall’Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Venezia (Cnr-Isp),...

E Sofia prende il largo – Electomagazine 23.04.2026

E Sofia prende il largo – Electomagazine 23.04.2026

23 Aprile 2026
Ombre su Islamabad – Electomagazine 22.04.2026

Ombre su Islamabad – Electomagazine 22.04.2026

22 Aprile 2026
Szent Korona! – Electomagazine 21.04.2026

Szent Korona! – Electomagazine 21.04.2026

21 Aprile 2026
La nebbia e il rumore – Electomagazine 20.04.2026

La nebbia e il rumore – Electomagazine 20.04.2026

20 Aprile 2026
Pigre, e amare, riflessioni – Electomagazine 19.04.2026

Pigre, e amare, riflessioni – Electomagazine 19.04.2026

19 Aprile 2026
Il Nodo di Gordio

Newsletter

LE PIU IMPORTANTI NOTIZIE DI GEOPOLITICA E GLI EVENTI MONDIALI

Iscriviti alla nostra mailing list e riceverai tutti gli aggiornamenti

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

Il Nodo di Gordio

  • Disclaimer
  • Abbonamento
  • Termini d’uso
  • Board
  • Abbonamento
  • Contattaci

Chi siamo

Il "Nodo di Gordio" è un think tank di geopolitica ed economia internazionale, promosso da una équipe di diplomatici, docenti universitari, giornalisti ed analisti in numerose discipline (geopolitica, storia, economia, finanza, politica estera, studi militari, letteratura, arte, marketing, comunicazione e gestione della rete internet)

© 2020 - Nodo di Gordio - Privacy Policy | Cookie Policy

No Result
View All Result
  • BREAKING NEWS
  • GLOBAL GORDIAN OUTLOOK
  • DIALOGHI MEDITERRANEI
  • EVENTI
  • SALA STAMPA
  • ABBONAMENTO
  • CHI SIAMO
    • THINK TANK
    • BOARD
    • ABBONAMENTO
  • PUBBLICAZIONI
    • RIVISTA
    • PAPER
    • MONOGRAFIE
  • NEWSLETTER
  • Italiano

© 2020 - Nodo di Gordio - Privacy Policy | Cookie Policy

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.