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Home Global Gordian Outlook

L’Iran crede alla mediazione del Kazakhstan sul nucleare

by Redazione
8 Aprile 2020
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KAZAKISTAN_Nazarbayev_Ahmadinejad_(410_x_309)A partire dal 3 febbraio durante la Conferenza sulla sicurezza internazionale a Monaco il ministro degli Esteri dell’Iran, Ali Akbar Salehi, dichiarò: “Ho
una buona notizia da condividere, l’incontro tra il gruppo dei Cinque più 1 e l’Iran si terrà il 25 febbraio ad Almaty in Kazakhstan”.

Il 25 e il 26 febbraio si è svolto il primo incontro degli ultimi otto mesi tra l’Iran e il gruppo dei Cinque più 1 in Kazakhstan e hanno ripreso il dialogo sul nucleare. Nel processo sono coinvolti il gruppo dei Cinque più 1 che è composto dai membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite più la Germania e i rappresentanti dell’ UE. Il tema principale dei colloqui è stata la mancata esecuzione di Teheran delle richieste del Consiglio di sicurezza e il rifiuto di sospendere l’arricchimento dell’uranio, che dà ragione alle varie parti di esprimere dubbi di natura pacifica sul programma nucleare iraniano.

Gli incontri precedenti avvenuti nel corso del 2012 non hanno fatto fare passi in avanti sulla questione dello sviluppo del programma nucleare iraniano.
L’alto rappresentante del servizio europeo per l’azione esterna Catherine Ashton ha dichiarato che già da dicembre erano state avanzate le proposte per un possibile nuovo incontro.

Il Kazakhstan fu la sede dell’incontro tra le principali potenze mondiali e l’Iran, che consentì al Paese centroasiatico e al Presidente Nursultan Nazarbayev di accrescere la propria popolarità. Il Presidente kazako con le sue parole celebri ha detto: “Cosa l’Iran può imparare dal Kazakhstan?”. Nazarbayev sostiene che il Kazakhstan deve essere un esempio da seguire per il vicino Iran sul tema del disarmo nucleare.
I rappresentanti dell’Unione europea ed il gruppo dei Cinque più 1 hanno fornito all’Iran le proposte aggiornate per la regolamentazione del suo programma nucleare. Tuttavia, la sostanza delle proposte nella conferenza non è stata chiarita. “Abbiamo collettivamente sviluppato una serie di suggerimenti costruttivi per l’Iran. Oggi noi li abbiamo suggeriti alla parte iraniana, che, a sua volta, deve studiare e analizzare le nostre misure che abbiamo proposto e dare la risposta nella prossima riunione ad Almaty“, – dichiarò Catherine Ashton.

“L’Iran è pronto ad andare all’incontro, per concludere gli accordi specifici con i Cinque più 1, se gli altri partecipanti dell’incontro dimostreranno la volontà di risolvere la questione senza pressione sull’Iran e di rendere più realistici i suggerimenti costruttivi per il nostro Paese“, – ha dichiarato il capo della delegazione iraniana, il segretario del Consiglio Supremo per la sicurezza nazionale dell’ Iran, Saeed Jalili. A sua volta, Catherine Ashton ha espresso la speranza che i risultati dei prossimi colloqui siano positivi.

Così, i Cinque più 1 e l’Iran si riuniranno a livello di esperti il 18 e il 19 marzo a Istanbul, la riunione ad alto livello si terrà il 5 e il 6 Aprile ad Almaty. I negoziatori hanno espresso gratitudine al Kazakhstan per aver accettato un’altra serie di colloqui sul programma nucleare iraniano. I risultati dell’incontro sono stati commentati dal Presidente della Commissione sulla non proliferazione delle armi di distruzione di massa, da Kanat Saudabayev: “I colloqui ad Almaty sul programma nucleare iraniano sono stati un passo importante per rafforzare la fiducia e la comprensione tra le parti e per rafforzare la comprensione della necessità di risolvere i problemi solo con i mezzi pacifici e diplomatici. Il Kazakhstan non è un partecipante diretto nelle negoziazioni, però il nostro Paese ha creato tutte le condizioni per la loro attuazione significativa, il presidente dello Stato alla vigilia delle negoziazioni ha ricevuto il segretario del Consiglio Supremo per la sicurezza nazionale dell’Iran Saeed Jalili e l’Alto rappresentante dell’Unione Europea Catherine Ashton.

Anche un piccolo progresso in questo complesso processo di negoziazioni dovrebbe piacere a tutti noi. Simbolicamente, questo è stato possibile proprio nella terra kazaka, ad Almaty, dove è stato firmato il 29 Agosto del 1991 il decreto del Presidente Nursultan Nazarbayev sulla chiusura della centrale nucleare di Semipalatinsk. Questo atto storico è stato il primo passo dell’umanità per la creazione di un mondo libero dai test nucleari“.
L’incontro di Almaty può essere un grande passo in avanti. La comunità internazionale vede il Kazakhstan come un affidabile mediatore nella questione dell’Iran e degli Stati Uniti. L’Iran considera il Kazakhstan un ospite imparziale e benevolo, a differenza di altri paesi, Astana non ha seguito gli Stati Uniti, l’Unione europea e gli altri stati che hanno adottato ulteriori sanzioni ai danni dell’Iran rispetto a quelle stabilite dalle Nazioni Unite.

Anche gli Stati Uniti considerano il Kazakhstan un onesto intermediario per il dialogo sul tema del nucleare iraniano. Sia l’Iran sia gli Stati Uniti pensano che il Kazakhstan potrebbe essere un fattore importante per il raggiungimento dei risultati positivi di questa nuova tornata negoziale. L’intervento kazako sul tema del disarmo è originato dalle proposte di Nazarbayev alla ricerca della pace e finalizzate all’aumento della sicurezza internazionale che promuoverà i diritti umani e eliminerà le disuguaglianze fra i Paesi e i gruppi sociali. Nazarbayev ha ipotizzato la creazione di una banca di uranio combustibile che rifornirebbe tutti gli altri paesi che volessero utilizzarlo per scopi pacifici. Il Kazakhstan è il maggior produttore al mondo di uranio e per questa ragione Nazarbayev ipotizza che la banca possa avere sede proprio in Kazakhstan, per la sua istituzione è però necessaria l’approvazione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica.

 

Taissiya Shayeva

Nasce ad Astana in Kazakhstan il 31 ottobre 1987, consegue la laurea (Summa cum laude) nel 2009 nella Facoltà del Diritto Internazionale con indirizzo “Attività politica estera” presso l’ Università Kazaka Umanistico-Giuridica ad Astana. La seconda laurea l’ ha ottenuta a Perugia in Italia nella Facoltà di Scienze Politiche e Relazioni internazionali con indirizzo Scienze dell’Amministrazione e dell’organizzazione. Adesso sta studiando in Diplomazia multilaterale e sicurezza collettiva all’Università degli Studi di Perugia. Nel 2011 ha svolto l’ attività di collaborazione a tempo parziale all’Università degli Studi di Perugia al Centro Linguistico Ateneo. Nel 2012 ha collaborato nell’ Institut Barcelona d’Estudis Internacionals (IBEI) in Spagna. Segue i corsi, seminari di studio e convegni organizzati dall’Associazione europea di Studi Internazionali in collaborazione con il Circolo di Studi Diplomatici e sotto il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, della Commissione Europea e delle Nazioni Unite.

 

Redazione

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Il "Nodo di Gordio" è un think tank di geopolitica ed economia internazionale, promosso da una équipe di diplomatici, docenti universitari, giornalisti ed analisti in numerose discipline (geopolitica, storia, economia, finanza, politica estera, studi militari, letteratura, arte, marketing, comunicazione e gestione della rete internet)

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