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Home Breaking News

Filippine, battuta di arresto per l’autonomia del Bangsamoro

by Elvio Rotondo
8 Marzo 2016
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Filippine, battuta di arresto per l’autonomia del Bangsamoro

Il Parlamento filippino non è riuscito ad approvare, sotto il mandato del Presidente attuale, il disegno di legge, facente parte degli accordi di pace, detto Bangsamoro Basic Law (BBL), che prevede l’autonomia della regione meridionale delle Filippine. Il capo del gruppo ribelle islamico filippino, in una dichiarazione, ha messo in guardia del pericolo che ne potrebbe derivare, il gruppo dello Stato islamico potrebbe guadagnare terreno dalle frustrazioni degli abitanti nel sud del paese.

Murad Ebrahim, Presidente del Moro Islamic Liberation Front (MILF), ha detto che l’IS (Stato Islamico) ha tentato, nel corso dell’ultimo anno, di reclutare sostenitori a Mindanao, ma il suo gruppo ha lavorato per convincerli che il patto di pace siglato con il governo nel 2014 rimane la soluzione migliore.

Le trattative per l’accordo di pace tra il governo filippino e il Moro Islamic Liberation Front, forte di 11.000 uomini, sono iniziate nel 2001 e si sono concluse nel mese di marzo 2014. L’accordo garantiva alle aree musulmane della regione meridionale di Mindanao maggiore autonomia politica in cambio della fine della ribellione armata.

I precedenti presidenti filippini, tra cui Corazón Aquino, la madre di Aquino, avevano cercato nel corso degli anni di risolvere il conflitto ma senza successo. La firma dell’accordo ha rappresentato una significativa conquista politica per il Presidente Benigno Aquino III. Alla firma era presente anche il Primo Ministro della Malesia, paese che ha mediato l’accordo. Il conflitto ha lasciato 150.000 morti nella regione più povera del paese.

Murad ha detto, inoltre, che il ritardo nell’approvazione del disegno di legge, che mira a stabilire una regione autonoma della minoranza musulmana più potente e meglio finanziata, ha portato delusione tra la popolazione che potrebbe essere capitalizzata dall’IS e da altri piccoli gruppi di ribelli radicali.

“Ci sono stati alcuni tentativi di penetrazione da parte dello Stato Islamico, ma non sono riusciti a stabilire una roccaforte a Mindanao”. “Ma ora, dopo la non approvazione del disegno di legge, siamo preoccupati del fatto che possano sfruttare il momento.”

Secondo l’accordo, il disegno di legge è stato presentato al Parlamento per creare la regione autonoma chiamata Bangsamoro, ma è stato bloccato principalmente a causa della rabbia per l’uccisione, nel corso dell’ultimo anno, di 44 poliziotti coinvolti in combattimenti con alcuni combattenti del gruppo Moro.

Il Moro Islamic Liberation Front nasce negli anni 70’ da una scissione interna del MNLF (Moro National Liberation Front). In poco tempo dalla sua creazione fu in grado di reclutare molti simpatizzanti e diventare presto una delle organizzazioni più importanti e attive nelle Filippine. Dopo un’intensa serie di violenze e guerriglie, dagli anni 2000 ha iniziato un processo di dialogo politico con il governo centrale. Questo ha portato a una distensione dei rapporti con Manila e alla soluzione politica della questione del sud delle Filippine, individuata nel disegno di legge non approvato.

Secondo quanto riportato dal quotidiano filippino, “The Philippine Star”, i legislatori hanno concluso l’ultima sessione regolare del loro mandato il mese scorso senza approvare il disegno di legge, che dovrà essere ripresentato al nuovo Parlamento. Le elezioni presidenziali si svolgeranno il 9 maggio.

Murad ha detto che il suo gruppo non abbandonerà completamente la lotta armata, ma non tornerà alla violenza finché il processo di pace ha una possibilità di andare avanti. Ha detto che spera che il nuovo Presidente sosterrà e proseguirà gli sforzi di pace. Mentre gruppi intransigenti come i combattenti islamici Bangsamoro Islamic Freedom Fighters (BIFF), che si opponevano ai colloqui di pace, hanno promesso di continuare a lottare per una patria musulmana separata, in un paese in gran parte cattolico, e potrebbero approfittare della situazione.

Il BIFF è un gruppo fuoriuscito dal MILF, nel 2008, quando sfumò un altro accordo di pace, (governo Arroyo) con conseguenti attacchi alla popolazione cristiana che portarono a centinaia di morti.

 

Elvio Rotondo
Country Analyst

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tags: Filippine
Elvio Rotondo

Elvio Rotondo

Nato a Cassino il 16 dicembre 1961, militare in congedo, laureato in scienze organizzative e gestionali presso l’Università degli studi La Tuscia di Viterbo, si è arruolato nell’Esercito Italiano nel 1978 prestando servizio in diversi reparti sul territorio nazionale. Nel corso della carriera militare si è occupato prevalentemente di Guerra Elettronica, di Intelligence e di Cooperazione Civile-Militare. Ha prestato servizio inoltre presso l’Ambasciata d’Italia di Seoul (Ufficio dell’Addetto Militare) e in ambito multinazionale presso il Multinational Cimic Group. Tra i molti corsi previsti per il proprio incarico, ha frequentato: NATO Intelligence Course, NATO Open Source Intel Course, NATO Intel Analyst Course, NATO Tactical CIMIC Course. È conoscitore della lingua inglese, russa, persiano farsi. In ambito internazionale ha preso parte alle operazioni NATO nei Balcani. Nel 2014 è stato collocato nella riserva. Collabora con il Think Tank Il Nodo di Gordio dal 2013 in qualità di Country Analyst. Autore del Blog 38esimoparallelo.com. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su: “Il Giornale.it. “Affari Internazionali”; “Geopolitical Review”; “L’Opinione”; “Geopolitica.info”; “Analisi Difesa”.

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