
L’estate è la stagione meno dolente, scriveva Cardarelli.
E questo perché tutto, proprio tutto ci appare come ovattato.
L’aria rarefatta dal Sole. Le membra rese indolenti dal caldo.
La mente che sfuma come in un torpore onirico.
Ma…è poi vero?
Perché questa sensazione dell’Estate è, a ben vedere, effimera. Nasce dalla pigrizia, dall’indolenza che ci possiede. Forse anche da un retaggio ormai remoto.
Se troviamo la forza di scostare, almeno per un attimo, il velame sonnacchioso che ci copre e ottunde, possiamo vedere ben altro.
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