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Firmato l’accordo di sicurezza (BSA) tra Stati Uniti e Afghanistan

by Elvio Rotondo
2 Ottobre 2014
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Il nuovo governo afgano ha firmato gli accordi per la sicurezza con gli Stati Uniti che permetterà alle truppe straniere di restare nel paese oltre il 2014. Gli accordi a lungo ritardati, sono stati firmati dal neo consigliere per la sicurezza nazionale afghano, Hanif Atmar e dall’Ambasciatore americano in Afghanistan James Cunningham, un giorno dopo il giuramento del Presidente Ashraf Ghani, segnando un nuovo inizio nei rapporti tra l’Afghanistan e i suoi sostenitori internazionali.

La BBC News riporta che il precedente Presidente, Hamid Karzai, aveva rifiutato di firmare l’accordo di sicurezza bilaterale (BSA) con gli Stati Uniti, sottoponendo i rapporti tra i due paesi a tensioni e sollevando timori per la sicurezza. Karzai aveva rifiutato di firmare l’accordo, chiedendo ulteriori garanzie affinché le forze statunitensi non facessero irruzioni nelle case afghane e che Washington li aiutasse ad avviare colloqui di pace, in fase di stallo, con i talebani. Oltre all’altra controversa questione sull’immunità giudiziaria delle forze USA. Karzai aveva detto che se avesse firmato, sarebbe diventato responsabile di ogni afghano ucciso dalle bombe americane.

Il BSA (Bi-lateral Security Agreement) consente ad alcune forze speciali straniere di rimanere nel paese per condurre “operazioni antiterrorismo” e per supportare e addestrare le forze afgane. Secondo il Wall Sreet Journal gli accordi sono direttamente legati ai continui aiuti da miliardi di dollari che il governo afgano e le sue forze armate hanno bisogno per sopravvivere. 

AFGHANISTAN-US-UNREST
Afghan National Security Adviser Hanif Atmar (R) and US Ambassador to Afghanistan James Cunningham (L) sign documents as Afghan President Ashraf Ghani (2R) and Afghanistan’s new Chief Executive Abdullah Abdullah (C) look on at the Presidential Palace in Kabul on September 30, 2014. Afghanistan and the United States on September 30 signed a deal to allow some US troops to stay in the country next year, signalling that new President Ashraf Ghani intends to mend frayed ties with Washington. Hamid Karzai, who stepped down as president on September 29, refused to sign the deal in a disagreement that symbolised the breakdown of Afghan-US relations after the optimism of 2001 when the Taliban were ousted from power. Afghan National Security Adviser Hanif Atmar and US Ambassador James Cunningham inked the document at a ceremony in the presidential palace in Kabul as Ghani stood behind the pair looking on. ( SHAH MARAI/AFP/Getty Images)

L’intesa è una precondizione per un accordo separato con le forze NATO, che definisce il quadro per una missione incentrata sull’addestramento, consulenza ed equipaggiamento delle truppe afghane. La maggior parte delle forze della NATO si dovrà ritirare quest’anno. I Paesi della Nato stanno costantemente riducendo il numero di truppe impegnate per la missione in Afghanistan, passando il controllo alle forze di sicurezza locali. All’inizio di quest’anno, le truppe straniere in servizio in Afghanistan erano poco più di 50.000 provenienti da 49 nazioni. Di questi la maggior parte – circa 34.000 – erano statunitensi. Il numero totale delle truppe straniere che rimarranno nel paese all’inizio del prossimo anno, incluse le truppe alleate di Germania, Italia e Turchia, sarà di circa 12.500 di cui 9.800 americani, e sarà ridotto della metà, entro la fine del 2015, prima del ritiro completo previsto alla fine del 2016.

L’Afghanistan ha attualmente 350.000 uomini tra militari e polizia, che sostengono già la maggior parte dei combattimenti. Le truppe afghane, tuttavia, hanno ancora bisogno di aiuto estero, poiché non hanno le capacità fondamentali nei settori della ricognizione aerea, del supporto aereo ravvicinato e della logistica. Accettando l’accordo così velocemente, il Presidente Ghani sta ricostruendo un rapporto inacidito dal suo predecessore Hamid Karzai. La firma di martedì, per l’ambasciatore americano a Kabul, Jim Cunningham, rappresenta un segnale alla regione per la continuazione dell’impegno degli Stati Uniti in Afghanistan. Lunedì scorso, il Presidente Ghani ha prestato giuramento come nuovo Presidente dell’Afghanistan subentrando a Karzai nel primo trasferimento democratico del potere nel Paese. Alla cerimonia di giuramento, tenutasi nel palazzo presidenziale di Kabul, hanno partecipato circa 100 dignitari. Ghani ha giurato di rispettare la Costituzione e ha dichiarato che avrebbe lavorato per la pace a lungo termine, promettendo di combattere la corruzione. “La sicurezza è l’esigenza principale del nostro popolo, e noi siamo stanchi di questa guerra“, ha detto il Presidente Ghani. “Chiediamo agli oppositori del governo, in particolare ai Talebani e a Hezb-e-Islami [un altro gruppo militante], di intraprendere colloqui politici.“

Si apre una nuova fase per l’Afghanistan con un governo di unità nazionale nella prima transizione democratica di potere nella storia dell’Afghanistan e con la conclusione di un patto sulla sicurezza, cruciale per il futuro del paese nei prossimi due anni. 

Elvio Rotondo

Country Analyst

© RIPRODUZIONE RISERVATA 

Tags: AfghanistanNATO
Elvio Rotondo

Elvio Rotondo

Nato a Cassino il 16 dicembre 1961, militare in congedo, laureato in scienze organizzative e gestionali presso l’Università degli studi La Tuscia di Viterbo, si è arruolato nell’Esercito Italiano nel 1978 prestando servizio in diversi reparti sul territorio nazionale. Nel corso della carriera militare si è occupato prevalentemente di Guerra Elettronica, di Intelligence e di Cooperazione Civile-Militare. Ha prestato servizio inoltre presso l’Ambasciata d’Italia di Seoul (Ufficio dell’Addetto Militare) e in ambito multinazionale presso il Multinational Cimic Group. Tra i molti corsi previsti per il proprio incarico, ha frequentato: NATO Intelligence Course, NATO Open Source Intel Course, NATO Intel Analyst Course, NATO Tactical CIMIC Course. È conoscitore della lingua inglese, russa, persiano farsi. In ambito internazionale ha preso parte alle operazioni NATO nei Balcani. Nel 2014 è stato collocato nella riserva. Collabora con il Think Tank Il Nodo di Gordio dal 2013 in qualità di Country Analyst. Autore del Blog 38esimoparallelo.com. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su: “Il Giornale.it. “Affari Internazionali”; “Geopolitical Review”; “L’Opinione”; “Geopolitica.info”; “Analisi Difesa”.

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